LIBERALIZZAZIONI. Le pagelle di Altroconsumo, settore per settore

Oggi il presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà ha detto che bisogna proseguire sulla strada delle liberalizzazioni, passando a fatti concreti, poiché "il processo di liberalizzazione è stato altalenante e contraddittorio: in alcuni settori si sono ottenuti risultati significativi; in altri si sono incontrati gravi ostacoli. Nel complesso l’opinione pubblica non sempre ha avuto modo di percepire i benefici delle riforme".

Di tutta risposta Altroconsumo fa il punto sulle liberalizzazioni introdotte nel 2007, dando il voto, settore per settore.

Voto 6 alle banche, dove la mobilità dei consumatori nel settore dei conti correnti resta bassa e tempi e difficoltà burocratiche frenano i trasferimenti dei clienti. La surroga gratuita dei mutui, poi, è stata a lungo apertamente ostacolata dalle banche. Dall’indagine condotta sul campo da Altroconsumo a novembre 2009 risulta che la surroga dei mutui continua a essere una corsa a ostacoli. Ad agosto 2008 23 banche sono state condannate dall’Antitrust per pratiche commerciali scorrette (complessivi 10 milioni di euro di sanzioni). Il TAR ha annullato la multa, l’Antitrust ha fatto ricorso al Consiglio di Stato e Altroconsumo è intervenuta in suo appoggio. Ha funzionato invece molto bene l’eliminazione della commissione di estinzione anticipata per i mutui per l’acquisto o ristrutturazione dell’abitazione o di unità ai fini lavorativi stipulati da febbraio 2007 e la diminuzione per i mutui precedenti. Positiva è stata anche l’introduzione della cancellazione automatica dell’ipoteca per i mutui totalmente pagati senza bisogno di passare dal notaio.

Voto 7 alle farmacie: i prezzi dei farmaci di fascia C senza prescrizione sono diminuiti, anche nelle farmacie tradizionali, a seguito della concorrenza delle parafarmacie e dei corner dei supermercati. Purtroppo scarsa è stata l’informazione ai consumatori, come è risultato anche dall’indagine effettuata lo scorso anno da Altroconsumo e dal flop dell’iniziativa lanciata da Mister Prezzi per il prezzo trasparente dei farmaci.

Ben sotto la sufficienza, invece, il settore delle assicurazioni che riceve voto 4: le tariffe Rc auto, dopo un periodo di rallentamento, hanno ripreso a salire. L’Antitrust ha recentemente aperto un’indagine su questo settore perché sono ancora tante le cose che non vanno. Ad esempio le agenzie plurimandatarie sono ancora poche, forse perché disincentivate dalle stesse compagnie. Infine, la disdettabilità annuale delle polizze nel ramo "danni", introdotta nel 2007, è stata abolita nel 2009 (ora le polizze possono durare fino a 6 anni, a condizione che il premio sia più conveniente – anche di un euro – di quello annuale).

E voto 4 anche agli ordini professionali, dove poco è cambiato. Gli obiettivi delle liberalizzazioni erano: eliminazione delle tariffe minime, divieto di pubblicità e divieto di concordare il compenso con il cliente in base al risultato raggiunto. Alcuni ordini professionali (in particolare gli avvocati) hanno ostacolato questi obiettivi invocando i codici deontologici; iniziative concorrenziali di giovani avvocati sono state bloccate dagli Ordini. La riforma della professione forense in discussione in Parlamento prevede la reintroduzione dei divieti eliminati nel 2007.

Altroconsumo denuncia, poi, una liberalizzazione mai nata: quella dei taxi che prende voto 3. Tassisti romani e non hanno protestato rumorosamente e quello che si voleva fare (consentire la creazione di piccole compagnie di taxi in aggiunta ai padroncini "monoauto" di oggi e favorire il contenimento dei prezzi e l’aumento del numero dei taxi) non si è fatto. Anzi proprio in questi giorni, a Milano e Roma le tariffe stanno aumentando.

"La morale – scrive Altroconsumo in una nota – è che gli effetti delle liberalizzazioni sono stati per ora sostanzialmente vanificati dalle resistenze di lobby e corporazioni interessate. In particolare nel settore bancario, assicurativo e delle professioni, le imprese interessate e gli ordini hanno giocato un ruolo determinante nel rendere inefficaci le misure di liberalizzazione, che andavano nella direzione giusta anche se da completare e proseguire".

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