LIBERALIZZAZIONI. Liberi Farmacisti: “Il Sen. Tomassini alfiere delle corporazioni”

Continua l’attacco alle liberalizzazioni, introdotte in Italia dal Decreto Bersani, e continua il disegno di restaurazione del senatore Antonio Tomassini teso a cancellarle tutte, comprese quelle del settore dei farmaci. La denuncia arriva dal Movimento Nazionale Liberi Farmacisti (MNLF) che scrive in una nota: "Il senatore, mentre si elegge campione assoluto di liberismo, vuole con il proprio progetto stilare una lista di farmaci che potranno essere venduti ovunque senza la presenza del farmacista e far rientrare sotto il completo controllo delle farmacie tutti gli altri farmaci d’automedicazione".

Il MNLF ricorda che oltre il 67% degli italiani (indagine Eurisko) è favorevole alla vendita dei farmaci d’automedicazione fuori dalla farmacie e ben l’84% è contraria alla vendita di farmaci senza il farmacista. "Il Sen. Tomassini continua a difendere un disegno di legge che ha un unico obiettivo: difendere gli interessi corporativi dei titolari delle farmacie".

"La mistificazione raggiunge la massima espressione – denunciano i liberi farmacisti – quando si vuol far credere che con tale progetto saranno aperte 1500/2000 farmacie, mentre conti alla mano e verifiche su tutto il territorio nazionale chiariscono in maniera inequivocabile che grazie al riassorbimento delle farmacie aperte in deroga alla legge vigente non sarà possibile aprire più di 3-400 farmacie in tutta Italia. Un progetto quindi – conclude il MNLF – che prende in giro gli italiani nascondendo il vero obiettivo: restaurare pienamente il controllo monopolista delle farmacie sul farmaco".

Secondo il MNLF "la maschera è stata gettata quando, davanti all’opposizione delle associazioni dei consumatori, dei produttori degli stessi farmaci e di gran parte della società civile, si è cercata una via più veloce presentando in Commissione lavoro al Senato un emendamento ad un disegno di legge delega sulla sicurezza del lavoro che oltre ad azzerare la liberalizzazione sui farmaci impone entro dieci anni la chiusura degli esercizi aperti". L’emendamento in questione è firmato Filippo Saltamartini, collega di partito del Senatore Antonio Tomassini.

 

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