LIBERALIZZAZIONI. Liberi farmacisti: bloccati i nuovi servizi in farmacia

Stop alle disposizioni sui nuovi servizi in farmacia – quelli che prevedono, ad esempio, la possibilità di far lavorare nelle strutture anche infermieri e fisioterapisti. L’articolo che regolava i nuovi servizi è stato infatti accantonato. La denuncia arriva, congiuntamente, dal Movimento Nazionale Liberi Farmacisti (MNLF), dall’Associazione Nazionale Parafarmacie Italiane (ANPI) e dalla Federazione Esercizi Farmaceutici (FEF) che scrivono in una nota: "Ieri, mentre Standard & Poor’s declassava il rating dell’Italia e il Fondo Monetario Internazionale ci diceva che non riusciremmo ad ottenere il pareggio di bilancio senza riforme e liberalizzazioni, il Parlamento italiano era sotto scacco della lobby dei farmacisti titolari di farmacia".

Spiegano che durante i lavori sul ddl 1447-A "Delega al Governo per il riassetto della normativa in materia di sperimentazione clinica e per la riforma degli ordini delle professioni sanitarie, nonché disposizioni in materia sanitaria" alla Camera dei Deputati, è stato ottenuto lo stralcio dell’articolo 12, relativo ai servizi da erogare in farmacia, rinviandone l’esame nell’ambito della discussione del ddl 863 Gasparri-Tomassini che da tre anni è all’esame della Commissione igiene e sanità del Senato. Per le tre associazioni, si tratta di una strategia volta a evitare che "una maggioranza trasversale potesse approvare gli emendamenti che prevedevano la liberalizzazione dei farmaci di fascia C, permettendo alle parafarmacie di vendere anche i medicinali con obbligo di ricetta ma non a carico del SSN".

Il MNLF, L’ANPI e la FEF, si legge nella nota, "ritengono tale atto grave e contrario agli interessi del Paese, perché rinunciare in questo momento alla creazione di 3500 nuove aziende e con esse a 8500 posti di lavoro, 400 milioni di euro di risparmio per i cittadini e 600 milioni di euro d’investimenti, solo per tutelare gli interessi della "casta" dei titolari di farmacia, evidenzia la debolezza di una maggioranza sempre più in balia dei "veti" imposti dalle corporazioni". Le tre sigle chiedono le liberalizzazioni quali "uniche manovre, a costo zero, in grado di assicurare nel breve periodo risultati tangibili per la crescita dell’economia in Italia".

Comments are closed.