LIBERALIZZAZIONI. Liberi farmacisti denunciano “monopolio feudale”

Sono "ultimi nelle retribuzioni in Europa in rapporto al fatturato delle aziende, obbligati a consegnare farmaci in violazione delle norme sulla ricetta medica, senza alcuna possibilità di carriera o d’intraprendere la libera professione". Ecco il ritratto dei farmacisti italiani restituito dal Movimento nazionale liberi farmacisti (MNLF) che denuncia: "il farmacista italiano è vittima di un monopolio feudale".

L’associazione sottolinea che "la regolamentazione di stampo monopolista" impedisce i mutamenti quali la liberalizzazione della fascia C, rivendicata dalle parafarmacie e dai Consumatori che hanno più volte sottolineato che per rilanciare il paese è necessario "liberare risorse intellettuali", "rimuovere gli ostacoli alla concorrenza", abbandonare il protezionismo e rilanciare le riforme con la liberalizzazione dei farmaci con obbligo di ricetta a carico dei cittadini.

Commenta il MNLF: "Ora, pur di offrire una parvenza di cambiamento, qualcuno pensa di dare seguito a quanto previsto nella Gasparri/Tomassini ed eliminare il farmacista per la vendita dei farmaci d’automedicazione. Questo non è liberalizzare, non è quanto chiesto dalla BCE, è semplicemente un rafforzamento del monopolio esistente con la conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro e la chiusura della maggior parte delle parafarmacie".

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