LIBERALIZZAZIONI. Mutui, Adusbef e Federconsumatori “Banche ostacolano attuazione Decreto”

Qual è la situazione dei mutui dopo l’entrata in vigore del Decreto Bersani (Legge 2 aprile 2007 n.40)? Secondo Adusbef e Federconsumatori, le banche continuano a disattendere le disposizioni della legge, chiedendo ancora fino a 1000 euro per la cancellazione di un’ipoteca sui mutui pregressi. Le due associazioni invece rendono noto che, nel caso si fossero versate somme per l’estinzione delle ipoteche, esse dovranno essere restituite.

"La legge Bersani, – dichiarano le due associazioni – oltre ad aver abrogato le penali sui nuovi mutui ed affidato ad un negoziato tra Abi ed associazioni di consumatori (ancora in corso con la riunione fissata per venerdì 27 aprile p.v.) l’equità delle penali per i mutui contratti in precedenza, ha stabilito una disciplina nuova sulla semplificazione delle cancellazioni ipotecarie (senza bisogno dei notai), applicabile nei casi di estinzione totale dell’obbligazione garantita (compresi gli oneri accessori, quali interessi, spese, ecc.),ma non nei casi di estinzione parziale. L’applicabilità delle nuove norme sulla cancellazione automatica dell’ipoteca è espressamente prevista anche ai mutui estinti in precedenza all’entrata in vigore della legge, laddove alle modalità di applicazione,impone che l’ipoteca si estingue automaticamente all’estinzione della obbligazione garantita del mutuo senza alcun onere aggiuntivo per il debitore".

"Nei trenta giorni successivi all’estinzione dell’obbligazione – si legge nella nota – l’ipoteca va in uno stato di "stand by", si ha una sorta di ipoteca quiescente, nel senso che essa si estinguerà solo se in tale periodo di tempo il creditore non comunica alla conservatoria un giustificato motivo che ostacola l’estinzione. Quindi per la estinzione automatica dell’ipoteca devono ricorrere due presupposti: l’estinzione dell’obbligazione, il decorso dei trenta giorni dalla predetta estinzione senza che il debitore abbia inviato dichiarazione contraria alla conservatoria".

Nonostante le disposizioni del Decreto siano chiare, gli istituti bancari chiedono tuttora dai 400 ai 1000 euro "per una cancellazione dell’ipoteca che deve essere estinta gratuitamente alla fine del pagamento dell’obbligazione. Nel caso in cui i consumatori avessero versato dal 2 febbraio somme per la cancellazione dell’ipoteca, le banche devono rimborsarli". Secondo Adusbef e Federconsumatori, viene del tutto inosservata la norma sulla portabilità dei mutui: "le banche – affermano i rappresentanti dei consumatori – (supportate dalla corporazione dei notai,che lamentano incertezza e caos nelle registrazioni alla conservatoria che solo loro sarebbero in grado di garantire) stanno ancora prendendo tempo per impedire agli utenti la loro facoltà, che agevola anche la concorrenza e mina alle fondamenta il cartello bancario, di trasferire il mutuo ad una banca più conveniente, che chieda meno oneri e tassi inferiori. Adusbef e Federconsumatori, nel denunciare pubblicamente ostacoli e pretesti per non applicare ancora una volta la legge a favore dei consumatori, si riservano ulteriori iniziative ed azioni a tutela degli interessi dei cittadini".

 

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