LIBERALIZZAZIONI. Parafarmacie, MNLF: “Meritoria opera proconcorrenziale dell’Antitrust”

Ieri l’Antitrust ha inviato una segnalazione al Parlamento e al Governo con la richiesta di non approvare le norme contenute nel DDL 2079, che pongono limiti all’apertura di nuove parafarmacie. Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti sottolinea come ancora una volta sia dovuta scendere in campo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per segnalare la natura anti concorrenziale dei disegni di legge presentati al Senato.

"L’Autorità presieduta da Antonio Catricalà – scrive il MNLF in una nota – non usa mezze misure e va al aldilà del singolo disegno di legge per abbracciare e censurare l’intera attività sulla materia della maggioranza presente in XII Commissione e più in generale sull’attuale assetto del servizio farmaceutico nazionale (pianta organica compresa)". L’Antitrust ricorda che "la disciplina in questione si inserisce nel solco tracciato dal DDL 863, già segnalato dall’Autorità nel giugno 2009, di inversione di tendenza rispetto all’auspicabile ed avviato processo di liberalizzazione della distribuzione farmaceutica, mettendo seriamente a rischio la presenza delle parafarmacie sul mercato, nonché, in ogni caso, la loro idoneità a svolgere un’effettiva pressione concorrenziale nei confronti delle farmacie".

I Liberi Farmacisti denunciano, inoltre, "l’aridità intellettuale anche di chi prova in tutti i modi a bloccare un processo ormai in itinere di cui non tutti, anche tra coloro che hanno aperto una parafernali, hanno capito la portata rivoluzionaria e liberale di quanto accade". Nella sua relazione di accompagnamento al ddl Fleres scrive: "La semplice osservazione del territorio ci mostra come le parafarmacie, seppur considerate come un utile strumento di distribuzione dei farmaci, stiano diffondendosi in maniera incongrua e indiscriminata, soprattutto se pensiamo che non possono essere viste come un qualsiasi altro esercizio di vendita. Il farmaco, quale esso sia, non deve, a nostro avviso, essere considerato fuori da un percorso tracciato e ripercorribile in qualsiasi momento, perché ciò che è in gioco è la salute del cittadino, in un settore merceologico piuttosto anelastico. È pur vero che le parafarmacie nascono per la vendita dei cosiddetti farmaci da banco, ovverosia senza bisogno di prescrizione medica, nonché di vari presìdi sanitari di uso comune, per i quali non è necessario consultare lo specialista, ma ciò non toglie che anche un’aspirina o un prodotto per la cura del raffreddore può avere degli effetti non voluti, contro i quali è necessario porre in essere ogni cautela possibile".

"Chissà – si chiede il MNLF – se Fleres si è consultato con FOFI e Federfarma o solo con i suoi compagni di partito (Gasparri e Tomassini) e sa che questi soggetti l’aspirina vogliono venderla nei supermercati senza la presenza del farmacista. Chissà se Fleres si rende conto di quanto siano insultanti le sue affermazioni per chi svolge questa professione e si vede subalterno al luogo ove viene dispensato il farmaco rispetto alla propria preparazione certificata da un esame in cui lo Stato Italiano, quello che il senatore dovrebbe rappresentare, ha certificato come abilitante a svolgere la professione di farmacista".

I Liberi Farmacisti giudicano meritoria e "paziente" l’opera politica (anche culturale) pro-concorrenziale dell’Antitrust e di chi la appoggia, a cominciare da Federconsumatori, dal Movimento Difesa del cittadino e da Antonio Lirosi (Pd) che dopo esser stato uno degli artefici della battaglia per approvare il decreto Bersani dall’interno del Ministero dello Sviluppo Economico, si batte perché quella strada continui ad essere percorsa ed ampliata con i farmaci di fascia C. Ministero, quello dello sviluppo economico, che ricordiamo da mesi è senza una guida autorevole con uno "spezzatino" di competenze che certo non giova ad un Paese che stenta ad uscire dalla crisi economica

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