LIBERALIZZAZIONI. Parafarmacisti contro Aifa su farmaci fascia C

Le dichiarazioni dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) contro la vendita dei farmaci di fascia C fuori dal perimetro delle farmacie ha scatenato la reazione congiunta dei parafarmacisti, che denunciano i vertici Aifa di "fare politica per conto di Federfarma". Le dichiarazioni sulla contrarietà all’ipotesi di liberalizzazione, fatte da Guido Rasi, già direttore dell’Aifa e dal suo successore Luca Pani, sono state battute dalle agenzie di stampa venerdì. Ha detto Rasi: "L’Aifa si mette completamente di traverso di fronte alla possibilità di vendere i farmaci di fascia C al di fuori delle farmacie", aggiungendo che "ci sono delle regole precise di conservazione, il farmaco in fascia C non è un farmaco da banco".

Una presa di posizione che ha scatenato la dura reazione dei parafarmacisti. Associazione nazionale parafarmacie italiane (Anpi) e Movimento nazionale liberi farmacisti (MNLF) hanno infatti firmato una nota congiunta nella quale dichiarano che "in relazione alle dichiarazioni dell’attuale e prossimo direttore dell’Aifa Guido Rasi e Luca Pani circa la loro contrarietà all’uscita dei farmaci di fascia C dalla farmacia, ricordiamo ad entrambi che l’istituzione che rappresentano ha come scopo l’accesso sicuro al farmaco e non quello di fare politica o sostenere lobby e corporazioni".

Proseguono i parafarmacisti: "Affermare che i farmaci di fascia C, quelli con prescrizione medica, debbano rimanere in farmacia perché hanno particolari avvertenze, norme di stoccaggio o di conservazione, significa denunciare apertamente la propria ignoranza o malafede. Tutti i farmacisti, in quanto abilitati alla professione, sanno come trattare questi farmaci e questo perché lo Stato ne ha riconosciuto con una laurea ed un esame la capacità di farlo. Di conseguenza, sia il farmacista che opera all’interno che quello che opera al di fuori dalla farmacia è in grado di dispensare tutti i farmaci. Piuttosto, viene spontaneo domandarsi perché un direttore dell’Aifa si esponga in questa difesa ad oltranza delle farmacie. Una risposta potrebbe venire dal momento politico che il Paese sta vivendo e dalla necessità dei titolari di farmacia di trovare nuove sponde istituzionali dopo la perdita di quelle politiche".

Le due sigle ribadiscono invece la necessità di rimuovere gli ostacoli alla professione. "Nel settore farmaceutico la soppressione del monopolio dei farmaci di fascia C da parte delle farmacie è una necessità ineludibile che porterebbe risparmi per i consumatori, nuovi investimenti e nuova occupazione".

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