LIBERALIZZAZIONI. Su “Il Salvagente” in edicola domani un editoriale di A. Lirosi

Sul numero de Il Salvagente, in edicola da domani, è di scena, tra l’altro, un test sui rimedi antizanzara. Una guida all’acquisto su nove prodotti tra i più venduti sul mercato, accanto ai quali vengono segnalati anche metodi naturali alternativi, per scacciare il fastidioso ronzio che accompagna le notti estive. Il servizio che apre il giornale è, invece, dedicato alla nuova sanatoria per colf e badanti che si apre dal primo settembre: le regole, le procedure e i criteri da seguire per chiedere la regolarizzazione delle assistenti domestiche. il settimanale ospita anche un editoriale di Antonio Lirosi, già consigliere per le liberalizzazioni del ministro Pier Luigi Bersani, su un tema molto dibattuto nell’ultimo periodo, il futuro delle liberalizzazioni. Lo proponiamo in anteprima ai nostri lettori.

"Sono rimasti in pochi a parlare di liberalizzazioni, meno ancora sono coloro che si occupano di promuoverle in concreto. Tutti, sembra, se ne siano dimenticati. Dai soggetti portatori di interessi alla politica, compreso il centro sinistra che potrebbe rivendicarne almeno il merito di quel che si è fatto finora, magari non in modo esaustivo, ma mostrando coraggio e raccogliendo consenso in un Paese tradizionalmente bloccato.

Parliamo di liberalizzazioni, da non confondere con le privatizzazioni, di misure volte a ridurre i privilegi anticoncorrenziali, le rendite di posizione corporative, le vessazioni e le incrostazioni che pesano sul cittadino-consumatore e sul piccolo imprenditore.

Insomma, l’approccio perseguito dalle lenzuolate di Bersani e Prodi, di cui in queste settimane ricorre il terzo anniversario del primo decreto-legge, con cui le misure furono, a sorpresa, prima decise e poi comunicate. Di recente i pochi giornali che se ne occupano danno enfasi soltanto ai tentativi di fare marcia indietro su alcune misure rispetto alla trentina di norme delle due lenzuolate. Se si mette nel dimenticatoio quel che ha prodotto risultati, seppur non sempre rilevanti, e facendo passare il messaggio che tutte le liberalizzazioni stanno per essere seppellite, si dà un’eccezionale arma mediatica alle corporazioni che trovano terreno fertile. Invece, diverse innovazioni approvate tre anni fa, e che allora sembravano impossibili, sono ormai diventate prassi acquisite nella vita quotidiana. Ci riferisce ai 2 miliardi di euro che i titolari delle prepagate hanno recuperato dai costi di ricarica e che di fatto ora sono almeno spesi per telefonare. Alla scomparsa delle penali nei mutui immobiliari, al risparmio della parcella notarile per la cancellazione dell’ipoteca come per vendere un veicolo usato. Ma anche, solo per citare un’altra norma, al conto corrente che si può chiudere senza pagare spese fisse. Perché offuscare o non ricordare a sufficienza tutto questo? E’ difficile che su queste prassi si possa tornare indietro anche perché si pagherebbe un prezzo politico troppo elevato. A mio avviso, per esempio, non si riuscirà a cancellare le tremila parafarmacie nonostante la presentazione di un disegno di legge: si sono organizzati in forme di rappresentanza e cominciano a pesare politicamente, così come "mordono" politicamente le denunce delle associazioni dei consumatori e il monito dell’Antitrust".

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