LIBERALIZZAZIONI. Taxi a Roma: Adoc ribadisce la sua opposizione agli aumenti delle tariffe

Il decreto Bersani non è stato ancora applicato: permangono gli elevati costi per un servizio inefficiente. Inoltre il confronto sulla vertenza taxi non va avanti, anche per l’indisponibilità al confronto dei tassisti, che non hanno partecipato all’incontro promosso dal Comune di Roma sul nuovo regolamento.

Per l’Adoc è inacettabile che vengano aumentati i costi ma soprattutto ritiene grave la latitanza dei tassisti alla riunione di oggi sul regolamento.
Il Presidente dell’Adoc, Carlo Pileri, ha ribadito la "ferma opposizione a qualsiasi ipotesi di aumento delle tariffe dei taxi", a suo avviso "i romani e i turisti rischiano di subire altrimenti l’ennesima beffa", in quanto non è concebile "un aumento delle tariffe senza alcun miglioramento di un servizio al di sotto degli standard europei per tempi di percorrenza, tempi di attesa e costi".

Carlo Pileri ha evidenziato anche come una delle voci più discusse del decreto Bersani sia stata disattesa. Infatti "il decreto risulta ancora non applicato – ha dichiarato Pileri – le richieste di semplificazione e trasparenza della tariffa sono state disattese, il potenziamento del servizio non è previsto, manca un piano per migliorare ed estendere le corsie preferenziali protette"..

Per questo motivo, l’Adoc ha ribadito la sua richiesta di intervento per diminuire i costi da e per gli aeroporti, e ha lanciato un appello ai lavoratori dei taxi "perché non si arrocchino su posizioni impopolari ed improponibili, quali l’aumento ulteriore delle tariffe, quando i pensionati e molti lavoratori hanno difficoltà ad arrivare a fine mese". E’ opinione dell’Adoc che sarebbe condivisibile "un’azione congiunta per ridurre i costi di gestione dei taxi e soprattutto un’azione concreta del Comune per rendere percorribili le strade cittadine con una rete efficiente di corsie protette; velocità e minori costi renderebbero i taxi più popolari, creando anche maggiori possibilità di guadagno per i tassisti".

Comments are closed.