LIBERALIZZAZIONI. Taxi, nessun beneficio dalla riforma?

Per un servizio taxi efficiente è necessario un ampliamento del servizio, senza che ciò comporti un aumento delle tariffe, già oggi accessibili a pochi. E’ quanto afferma Altroconsumo dopo aver rilevato con un’inchiesta che il numero dei taxi a disposizione nelle città italiane spesso non è sufficiente a rispondere alla domanda dell’utenza. Secondo l’associazione non si vede alcun beneficio concreto dalla riforma sulla liberalizzazione del settore.

L’inchiesta è stata condotta a Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino. Sotto esame l’efficienza del servizio nei principali parcheggi di stazioni e aeroporti, misurando i tempi morti, quando nessuna vettura era disponibile, la reperibilità delle auto, anche attraverso i radio taxi, la trasparenza e la correttezza dei comportamenti del tassista, anche nell’applicazione di supplementi e tariffe, con tragitti in ore di punta.

Nell’arco delle sei ore monitorate, a Bologna si arriva a 82 minuti, a Firenze 78, a Milano 70, a Roma 60. Un indicatore che esprime l’attesa causata dall’assenza di taxi, cioè una criticità strutturale del servizio, e non dalle code fisiologiche dovute all’arrivo di uno o più treni o aerei, elemento casuale. Dolenti note sul tassametro in partenza, con la prenotazione del taxi: il 44% delle auto (19 su 45) è arrivato con un anticipo maggiore di cinque minuti, con tassametro in azione. Servizio da bocciare a Roma e Cagliari, dove complessivamente è accaduto 9 volte su 10. A Firenze la forbice del tassametro va da 2,74 euro fino a un massimo di 9,64 euro.

L’associazione ha riscontrato violazioni e scorrettezze soprattutto a Bari, dove 20 taxi su 23 non avevano il tariffario esposto e in un caso il tassametro non era in vista. A Bologna palma della trasparenza: nessun episodio di scarsa informazione sulle tariffe. Nel complesso, il 30% dei tragitti sono stati compiuti con tassametro poco evidente o tariffario non esposto al passeggero. Il 5% dei conducenti (su un totale di 218), più spesso a Firenze e Milano, parla al telefono senza auricolare o vivavoce, infrangendo una norma di sicurezza alla guida.

 

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