L’Oréal: “Le nostre ragioni”

Nel bollettino del 22 marzo 2010 l’Autorità Antitrust ha giudicato ingannevoli tre pubblicità riguardanti prodotti antirughe e anticellulite: la crema contro le rughe LiftActiv Retinol HA, a marchio Vichy, l’anticellulite Cellumetric a marchio Vichy e l’antirughe denominato Ultralift a marchio Garnier. La segnalazione all’Antitrust è arrivata dall’Associazione Avvocati dei consumatori con sede a Bari ed è costata ben 270.000 euro di multa alla società L’Oréal Italia Spa.

"Il ricorrente utilizzo di vocaboli evocativi di un facile rassodamento e snellimento di alcune parti del corpo – si legge nel bollettino dell’Antitrust – così come quello di rapidi ed incisivi effetti di ringiovanimento della pelle – associato alla presenza di figure femminili e dalla silhouette esile nonché di testimonial dal volto disteso e privo di rughe – hanno un elevato valore persuasivo nei confronti del consumatore medio, inducendolo nell’erroneo convincimento di poter eliminare, con il semplice uso dei prodotti in oggetto, qualsiasi problematica estetica legata agli inestetismi della cellulite, ovvero alla comparsa delle rughe sul volto o all’invecchiamento della pelle e conseguentemente ad assumere decisioni di carattere commerciale che altrimenti non avrebbe assunto".

Help Consumatori ha approfondito il caso con il Dr Raniero De Stasio biologo con dottorato in microbiologia dall’università dell’Indiana, che da più di vent’anni si occupa di affari scientifici, sicurezza e regolamentazione nell’industria cosmetica. Il Dr De Stasio è Direttore Scientifico Europa di L’Oréal.

L’Autorità vi contesta il fatto di usare pubblicità con "un elevato valore persuasivo nei confronti del consumatore medio, inducendolo nell’erroneo convincimento di poter eliminare, con il semplice uso dei prodotti in oggetto, qualsiasi problematica estetica legata agli inestetismi della cellulite, ovvero alla comparsa delle rughe sul volto o all’invecchiamento della pelle". Quali sono le vostre prime considerazioni?

Uno dei nostri impegni principali è nel fare dichiarazioni pubblicitarie sincere e verificabili. Per questo ricorriamo a dei rigorosi protocolli e precise procedure per testare l’efficacia dei prodotti e per verificare le nostre comunicazioni. Investiamo molte risorse su questi aspetti e pensiamo di comunicare la nostra innovazione con veridicità, cautela ed attenzione. Per la massima garanzia dei consumatori. Ci dispiace molto se non riusciamo a comunicare bene tutto l’impegno che mettiamo in questo lavoro.

Le vostre affermazioni relative alle qualità e all’efficacia dei prodotti si basano su dati scientifici e su ricerche documentate?

Tutte le nostre affermazioni si basano su test di laboratorio e su studi clinici su volontari. Verifichiamo con attenzione la pertinenza delle nostre affermazioni. Ci piacerebbe poter mostrare a tutti i nostri consumatori i laboratori ed il nostro modo di lavorare. Abbiamo infatti cominciato ad "aprire la nostra casa", organizzando visite ai laboratori con le principali associazioni di consumatori. Ci fa veramente piacere mostrare responsabilmente quello che siamo e come operiamo.

Spesso la comunicazione e la pubblicità dei prodotti estetici usano immagini e suggestioni che possono sfiorare l’ingannevolezza. L’Autorità ha più volte condannato in questi anni tali forme di comunicazione. Cosa fa L’Oréal per evitare questo modo di pubblicizzare i prodotti?

Pensiamo che l’aumento delle vendite dei prodotti grazie a dichiarazioni esasperate o esagerate sia disonesto e crei sfiducia nei consumatori. Se un prodotto non elimina le rughe, non si può affermare il contrario. Il nostro impegno mira ad inserire nella nostra pubblicità solo le caratteristiche intrinseche e l’efficacia effettiva dei prodotti.

Come è organizzata la vostra ricerca e chi ci lavora?

L’Oréal ha da sempre fondato il suo sviluppo sulla ricerca. E’ stata fondata cento anni fa da un ricercatore, un chimico francese che ha creato la prima colorazione capillare permanente. Oggi sono 18 i centri di ricerca e più di 3000 gli addetti impegnati in questo settore. Questi ricercatori hanno all’attivo molte scoperte, all’origine di circa 600 brevetti ogni anno. Il Gruppo nel 2009 ha investito 609 milioni di euro in ricerca cosmetica e dermatologica. Molti di questi investimenti sono nella ricerca pura, per migliorare la conoscenza sulla pelle e sul capello sani.

Quali sono i confini tra ricerca medico-scientifica e produzione a fini estetici? I vostri brevetti hanno anche utilizzazioni mediche?

I nostri laboratori lavorano in modo esclusivo sulla pelle e sul capello in condizione non patologica. Questo ci permette di creare cosmetici che sono destinati ad essere usati su una pelle sana , per migliorarne l’aspetto e le condizioni. Certo, alcune delle nostre ricerche possono avere ricadute anche in termini medici. Ad esempio alcuni nostri studi sono stati utili per aiutare a combattere una malattia, lo xeroderma pigmentosum, che affligge bambini che non possono in alcun modo essere esposti alla luce. Un altro frutto della nostra ricerca è la messa a punto di test su pelle ricostruita in laboratorio, che consentono la sostituzione di parte dei test sugli animali per valutare l’innocuità di prodotti e ingredienti. I protocolli frutto della nostra ricerca sui metodi alternativi sono liberamente disponibili per tutti gli operatori, anche nostri competitors.

Perché un consumatore si dovrebbe fidare di L’Oréal?

Per il nostro investimento in ricerca, per la serietà del nostro lavoro e per la credibilità delle nostre marche. Ma soprattutto perché crediamo nei valori di serietà, sincerità e trasparenza che sono alla base della nostra pratica quotidiana. Mettendo sempre in discussione noi stessi ed i nostri metodi per un miglioramento costante. La fiducia dei consumatori è essenziale e si merita ogni giorno.

Cosa farete con la decisione dell’Autorità Antitrust? La accetterete o farete appello?

Proporremo ricorso al Tar. Crediamo nel nostro lavoro e nel nostro impegno.

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