La Coca Cola italiana è migliore di quella rumena?

Uno stesso prodotto alimentare, come la Nutella o la Coca Cola, cambia rispetto al paese in cui lo si compra? Cioè la Coca Cola che si vende in Italia è uguale a quella che si vende in Slovacchia? La questione sulle differenze tra i prodotti alimentari legate ai vari paesi europei è stata posta in Commissione ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare del Parlamento Europeo.

Il punto di partenza è un’inchiesta, condotta da un’Associazione dei consumatori slovacca, sulla qualità di alcuni prodotti commercializzati in 8 Stati membri. Quest’inchiesta ha identificato delle produzioni diverse di uno stesso prodotto alimentare a seconda del luogo di commercializzazione; sono stati individuati cambiamenti anche negli imballaggi e nei prezzi. Questi ultimi cambiano anche del 200%. In generale, sono state riscontrate differenze tra gli ingredienti di uno stesso prodotto (commercializzato e pubblicizzato allo stesso modo) tra l’Europa dell’Est e gli altri Stati membri. Ad esempio, la Coca Cola che si vende in Romania e Ungheria è fatta con aggiunta di isoglucosio, mentre quella che si vende in Germania e Italia ha il saccarosio.

"Non si può dire che la qualità dei prodotti sia inferiore, ma che è diversa la composizione – ha spiegato il rappresentante della Commissione Europea, Jérome Lepeintre – Una bevanda zuccherata con isoglucosio non è inferiore ad una zuccherata con saccarosio. Alcune bevande vengono lavorate sulla base di concentrati e poi imbottigliate localmente: il fatto di ricorrere allo zucchero o all’isoglucosio dipende dalla disponibilità del mercato locale. Ma l’organizzazione del mercato dello zucchero è tutto normato e bisogna rispettare le regole. L’isoglucosio, invece, è liquido dunque più facile da utilizzare, e negli Stati Uniti, ad esempio, è molto usato nelle soft drinks. Il nostro problema, come Commissione Europea, è quello di garantire la sicurezza del prodotto e l’informazione al consumatore".

Questa lettura del rappresentante della Commissione Europea non è piaciuta, però, alla deputata rumena Elena Oana Antonescu che ha presentato l’interrogazione. "Il tema della mia interrogazione riguarda la differenza di qualità. I membri della mia famiglia, ad esempio, mi chiedono di comprare alcuni prodotti a Bruxelles perché hanno riscontrato una differenza di qualità. Se così fosse – ha detto Antonescu – sarebbe un fatto grave perché vorrebbe dire che ci sono consumatori di serie A e consumatori di serie B". La deputata ha quindi sottolineato il bisogno di una "legislazione europea che punisca comportamenti discriminatori" e ha insistito sul fatto che la Commissione Europea "dovrebbe condurre altre indagini" sulla questione in tempi brevi.

Dunque il punto della questione è: oltre alle differenze di prezzo e di imballaggi, è giusto che ci siano anche differenze di ingredienti e di composizione di uno stesso prodotto, in base al potere d’acquisto, ai gusti e alle tradizioni dei vari paesi? La Nutella, ad esempio, in Francia è più liquida che in Germania perché il pane francese é tipicamente meno resistente di quello tedesco. Ma, evidentemente, non è solo una questione di resistenza del pane: come ha enfatizzato il deputato ungherese János Áder, alcuni produttori hanno effettivamente ammesso di usare ingredienti meno costosi per i mercati dell’Europa dell’Est. "Nonostante i prodotti siano pubblicizzati e distribuiti allo stesso modo, la qualità non è la stessa". Questo vuol dire che questi produttori fanno guadagni extra vendendo uno stesso prodotto.

E’ accettabile una situazione del genere o l’Unione Europea deve intervenire?

 

Comments are closed.