Le regole per un corretto investimento

Regole per un corretto investimento: sono alcune delle indicazioni rilanciate dall’iniziativa di PattiChiari "Investimenti finanziari a confronto" che intende offrire un supporto per orientarsi negli investimenti. Si parte dalla necessità di chiarire le esigenze di investimento: perché si risparmia, per quanto tempo si ritiene di non dover impiegare il capitale e quale rischio si è disposti a sostenere.

Ma se questa è in qualche modo l’indicazione di base, bisogna prestare attenzione anche ad altri fattori: non credere alle promesse di facili guadagni, perché ad un alto rendimento di un investimento corrisponde sempre un rischio altrettanto alto di perdere il capitale; prima di investire, cercare di individuare il giusto orizzonte temporale dell’investimento.

Se l’investimento prevede il pagamento di interessi periodici, come una cedola o un dividendo, si può decidere di reinvestirli, incrementando il capitale complessivo (e proteggendolo dall’inflazione) e beneficiando del cosiddetto "interesse composto".

Bisogna inoltre evitarei prodotti che non si capiscono, diversificaregli investimenti e dunque distribuire i risparmi su più strumenti, affinché l’eventuale andamento negativo di alcuni possa essere compensato dal buon andamento di altri. E fra le indicazioni che emergono dalla campagna di PattiChiari c’è anche il consiglio di dedicare il giusto tempo agli investimenti: cercare le informazioni, confrontarle, seguire l’andamento dei propri investimenti nel tempo.

Per orientare gli investitori è inoltre attivo una sezione del sito internet di PattiChiari che indica non solo le regole per un buon investimento ma anche la definizione delle classi di rischio: il grado di rischio di un investimento è infatti per l’investitore, insieme al rendimento atteso, il fattore chiave per la scelta degli strumenti finanziari più adatti. Ma non esiste un investimento privo di rischio: solo investimenti più o meno rischiosi.

E sono diversi i parametri che la banca considera per definire le classi di rischio: fra queste lo strumento (titoli di stato, obbligazioni, fondi comuni, azioni, contratti derivati), l’emittente, il mercato di quotazione e negoziazione, il rischio di credito, il rischio di mercato, la valuta.

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