Legambiente, ecco le città a misura di bimbo

"La città ideale a misura di bambino? Bisognerebbe inventarla…"Ad affermarlo è Legambiente che ha presentato questa mattina a Roma l’indagine "Ecosistema Bambino", l’annuale classifica delle città italiane che mette in luce buone e cattive politiche rivolte ai più giovani e assegnando simbolicamente caramelle ai più meritevoli e carbone ai più negligenti.

Caramelle per Torino, che si riconferma anche quest’anno la città più attenta alle esigenze dell’infanzia. Il capoluogo piemontese ha dimostrato infatti di essere dotata di uffici comunali competenti, capaci di dare continuità ai progetti rivolti ai ragazzi nel corso del tempo nonostante i cambi di giunta. Interessante l’esperienza del laboratorio "Città sostenibile", un organismo che vede coinvolti più assessorati per promuovere qualità della vita urbana e partecipazione dei bambini.

Premiate anche Ravenna, Roma e Modena. L’associazione ambientalista ha riconosciuto alla Capitale il merito di offrire la più ricca offerta di stimoli e iniziative culturali, per i tanti progetti, in periferia e in centro città, dentro e fuori dalla scuola. Il progetto "Città come scuola", ad esempio, ha coinvolto 150mila studenti.

Caramelle anche per Ravenna che risulta essere la migliore tra le città di una Regione tradizionalmente attenta alle politiche sociali e quindi anche a quelle dedicate ai più giovani, ma anche per aver saputo integrare, in seno ad Agenda 21 piani d’azione junior e adulti sul tema della sostenibilità.

A Modena, invece, viene riconosciuta non solo l’ampiezza di iniziative ma anche la continuità dell’impegno a favore dei bambini dimostrata negli ultimi dieci anni: con il progetto "Conosci l’energia" i ragazzi possono diventare energy manager per ridurre i consumi e l’inquinamento a casa e a scuola.
Carbone, carbone e ancora carbone per Lecco, Enna, Agrigento e Crotone che sui 61 capoluoghi coinvolti dall’indagine di Ecosistema Bambino si piazzano agli ultimi quattro posti della classifica.

I parametri presi in esame dal rapporto di Legambiente vanno dagli strumenti di coinvolgimento messi in campo dalle Amministrazioni (consulte giovanili, consigli comunali dei ragazzi, incontri e occasioni di confronto con le istituzioni) , alle forme di partecipazione (azioni di adozione del territorio, progettazione partecipata), alla presenza e al funzionamento di strutture e uffici dedicati ai giovani, alla quantità e qualità dell’offerta culturale (musei, aree riservate, eventi, teatri, ludoteche, biblioteche), alle iniziative di promozione culturale e sociale ad hoc per i cittadini più piccoli (pubblicazioni e riviste per ragazzi, manuali educativi, feste, rassegne cinematografiche, soggiorni in città e fuori città, corsi, laboratori, ecc…).

Volendo tracciare un bilancio di dieci anni di indagine invece, con la partecipazione di tutti e 103 i capoluoghi, la top ten cambia: ecco allora che al primo posto sale Modena, con Pistoia al secondo posto, Torino al terzo, quindi Pesaro, Siena, Piacenza, Belluno, Reggio Emilia, La Spezia e Firenze. In coda alla classifica invece Catanzaro, Oristano e Nuoro. In un’ottica di lungo periodo, quindi la considerazione di Legambiente è che in oltre un decennio, sul fronte delle politiche dedicate all’infanzia, nelle città italiane si è mosso poco.

"Oggi tv e giornali – ha detto il direttore generale di Legambiente Rossella Muroni – parlano di bambini solo quando accadono fatti violenti, a scuola, in famiglia o per la strada. Fatti quasi sempre subiti, vissuti da vittime. Manca quasi del tutto l’attenzione al ruolo attivo che possono esercitare nella società, alla loro capacità di essere i primi suggeritori nelle scelte a loro destinate. Da molti anni purtroppo non si vedono esperienze interessanti. Occorre che le città italiane, e i loro sindaci in prima fila, siano dunque protagoniste di una riscossa culturale che metta al centro le generazioni più giovani, puntando su loro coinvolgimento e sulla loro partecipazione".

Resterà deluso chi era pronto a fare armi e bagagli per trasferirsi nella città a misura di bambino. Non esiste. E se ci fosse, secondo lo studio di Legambiente, sarebbe in Emilia Romagna, perché è la regione che ha saputo più di tutte coordinare i servizi con gli strumenti di partecipazione, ma avrebbe gli uffici a Torino, Le attività si svolgerebbero a Roma, infine le energie per affrontare il lavoro con il contributo dei più piccoli sarebbero in Sicilia, per la precisione a Caltanissetta, dove il Comune ha deciso di avviare un interessante percorso partecipato di educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva.

A cura di Laura Muzzi

 

PDF: "Ecosistema Bambino 2008"

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