Legambiente: nucleare? NO grazie

Nucleare? NO grazie! In occasione del 22esimo anniversario dell’incidente di Cernobyl Legambiente lancia un appello a Comuni, Province e Regioni perché si dichiarino "territori contrari alla produzione e all’uso di energia nucleare", vietino "l’installazione di centrali che sfruttino l’energia atomica" e garantiscano "la massima trasparenza e partecipazione nell’eventuale processo di individuazione di siti di stoccaggio per le scorie derivanti dal decommissioning delle centrali dismesse dopo il referendum del 1987 sul territorio". Lo riferisce l’associazione ambientalista in un comunicato.

Mostre, documentari, banchetti informativi e convegni. L’associazione promuove una settimana di iniziative in tutte il Paese per ricordare "quel terribile incidente ribadendo il NO al nucleare e viceversa le opportunità offerte dalle fonti rinnovabili, le uniche in grado di far raggiungere all’Italia l’obiettivo europeo al 2020 del 30-20-20 (30% di riduzione delle emissioni di anidride carbonica, 20% di efficienza e 20% di energia prodotta da fonti rinnovabili).

"A ventidue anni da Cernobyl – ha spiegato il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza – nessuno dei problemi di allora è stato minimamente risolto. Scorie radioattive, sicurezza degli impianti, costi altissimi, rendono inutilizzabile il nucleare".

In Europa i rifiuti nucleari sono 100mila tonnellate e crescono di 40 mila metri cubi all’anno e nessun Paese ha realizzato un sito definitivo per trattarli. "Problematico" secondo l’associazione anche lo smantellamento degli impianti arrivati alla fine del loro ciclo di vita: può costare da 500 milioni a 2,6 miliardi di dollari a seconda della tecnologia del reattore.

"In occasione di questo anniversario – ha concluso Cogliati Dezza – abbiamo indetto una settimana d’iniziative per ricordare quel terribile incidente ribadendo il nostro NO al nucleare, rilanciando il SI alle rinnovabili e invitando tutti a sostenere i nostri progetti di Cooperazione e di aiuto alle popolazioni colpite dal fallout".

di Laura Muzzi

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