Lettere ad HC

Salve. Vi scrivo perché sono arrabbiata. Ho 37 anni, sono genovese, ma residente in Sardegna. E’ là che ho vissuto per 9 anni e, sebbene sia tornata da 2 anni dalla mia famiglia, perché là non c’era più lavoro, ancora non ho voluto cambiare la residenza. Mi sembrava di abbandonare troppo un luogo che tanto ho amato.

In questi 2 anni sono sempre andata a votare, ho saltato solo le Provinciali dell’anno scorso. In tutto forse 3 votazioni? Non ricordo neanche più, siamo il Paese che va alle urne più frequentemente, credo. Questa volta proprio non ce la faccio, sono disoccupata e i pochi soldi che ho guadagnato lavorando qua e là (nonostante la mia laurea in Scienze Politiche con 110 e lode e un Master in Management Culturale Internazionale), sono andati tutti nell’assicurazione e bollo auto e nell’assicurazione previdenziale (almeno quella….). Non mi posso permettere in questo momento di affrontare un viaggio di 150 euro. Non li ho. Non capisco perché in un mondo che promuove la mobilità dei lavoratori, non si possa votare dove si è domiciliati. Gli Italiani all’estero possono votare anche se sono espatriati da 50 anni e io devo invece spostarmi.

Quanti calabresi si dovranno spostare da Milano? Quanti sardi dal "continente"? Quanti siciliani? Lo sconto offerto dalla Tirrenia è del 40% sul biglietto di ALTA STAGIONE. Non oso pensare cosa propongano le ferrovie. Per non parlare delle compagnie aeree.

Peccato che non si trovino soluzioni per casi come il mio, che sono tantissimi.
Peccato, perché avrei votato NO.

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