Liberalizzazione dell’energia, le proposte dei consumatori

"I consumatori non sono contro le liberalizzazioni ma ritengono che debbano essere stabilite regole precise affinché le liberalizzazioni stesse siano "fatte bene" ovverosia diano vita a mercati efficienti e competitivi, attivando la concorrenza, per dare benefici ai cittadini consumatori". Così esordisce il documento presentato oggi dalle Associazioni dei Consumatori riunite nel CNCU sulle misure di tutela indispensabili in vista del primo luglio prossimo, quando partirà la completa liberalizzazione del mercato dell’energia. Il Governo e il Parlamento dovranno infatti, entro quella data, varare regole per garantire la trasparenza del processo e dunque tutelare gli utenti più deboli come le famiglie e le piccole imprese. Il documento è stato presentato oggi alla presenza di Tullio Fanelli, componente dell’Authority per l’Energia.

"Il mercato dell’elettricità – si legge nel documento presentato oggi – presenta criticità, che se non affrontate, rischierebbero di diventare ancora più gravi nel caso di una apertura al 1 luglio prossimo senza l’attuazione concreta di tutti quegli strumenti di tutela che la stessa direttiva europea prevede a salvaguardia innanzitutto del buon funzionamento del mercato e contestualmente a garanzia degli utenti "più vulnerabili". Secondo le Associazioni dei Consumatori occorre dunque un intervento urgente e a "carattere transitorio" che garantisca, in tema di elettricità, alcuni aspetti considerati fondamentali. Nel documento si chiede infatti di "evitare che i clienti finali siano in "automatico" mantenuti nel tempo nel perimetro degli Operatori collegati ai Distributori di competenza, al fine di non cristallizzare il mercato e di mantenerne la contendibilità". Si chiede inoltre di garantire il permanere, a valle della completa apertura del mercato elettrico del 1 luglio, delle esistenti "protezioni sociali", di mantenere un Prezzo Unico Nazionale per i clienti finali evitando squilibri geografici, di salvaguardare e rafforzare i poteri dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas anche per definire una "Tariffa nazionale obbligatoria di riferimento" a tutela dei clienti che non intendono accedere al mercato libero. E si sostiene la necessità di mantenere e rafforzare il ruolo di Acquirente Unico, "attuale approvvigionatore di tutti i clienti del mercato elettrico ancora vincolati: famiglie e piccole attività d’impresa".

Nel mercato del gas le prospettive, affermano le Associazioni dei Consumatori, non sono rassicuranti. L’attuale possibilità per l’Authority di stabilire Tariffe di riferimento per i clienti domestici e per le piccole imprese rischia di venire meno. E a questo si aggiungono i problemi legati all’insufficienza dell’offerta di gas a causa della carenza di infrastrutture, alla posizione dell’ENI e al fatto che ENI Gas&Power "con i contratti di importazione di lungo periodo, detiene il monopolio dell’offerta italiana del gas metano, e oltre il 50% della vendita del gas ai clienti domestici". "In questa situazione di monopolio quasi assoluto, dopo il 1° luglio 2007 le famiglie italiane e le piccole imprese saranno in balia del potere di ENI Gas&Power e delle Aziende Municipalizzate, libere di praticare le Tariffe-prezzi che vorranno – scrivono le Associazioni dei Consumatori – I consumatori pertanto ritengono indispensabile che l’Aeeg possa continuare a definire per il gas Tariffe di riferimento e, considerando che l’onere rappresentato dall’acquisto di gas per soggetti "vulnerabili" è persino superiore a quello dovuto all’elettricità, è necessario introdurre anche per il gas "protezioni sociali" analoghe a quelle presenti nel settore elettrico".

Da qui dunque le proposte finali: consolidare regole relative alla comparabilità delle offerte in libero mercato, prevedere l’obbligo che i fornitori garantiscano unilateralmente (con il recesso asimmetrico a favore dei consumatori) la stabilità delle condizioni offerte nei nuovi contratti per almeno due anni, istituire un Albo di fornitori qualificati presso l’Authority e introdurre maggiori sistemi di controllo da parte dell’Autorità sui comportamenti commerciali, comprese la confrontabilità e la trasparenza delle condizioni di offerta.

"Il primo luglio è una data prevista da una Direttiva europea e non c’è spazio di rinvio" ha detto Tullio Fanelli ricordando le tappe di apertura del mercato elettrico: le grandissime e medie aziende per cui era importante avere un’offerta diversa a prezzo più basso, le piccole aziende e partite IVA interessate a un servizio più vicino – "circa 100 mila clienti al mese passano al mercato libero" – fino al primo luglio per i domestici. "Cosa può non funzionare? – ha detto Fanelli – Il domestico ha bisogno di confrontabilità. Esiste un codice di condotta commerciale. Esiste una recente norma dell’Autorità che impone un confronto fra quello che il cliente paga e il presumibile costo su base annua in euro. Se ci sono prezzi da tanti venditori, il cliente domestico senza una tariffa di riferimento non può fare un confronto, avrebbe la tendenza a essere catturato dal soggetto che conosce meglio". "Stiamo per fare un provvedimento sui call center – ha aggiunto – Attualmente nel settore energetico la situazione è buona ma credo debbano esserci regole precise". Nel settore gas l’Autorità sta facendo 50 controlli l’anno sul potere calorifico, ha ricordato Fanelli. L’Authority ha riscontrato sette illeciti sulla norma che impone di aggiungere un additivo al metano, di per sé gas inodore, che consente di accorgersi della presenza del gas. È stato affrontato anche il tema della disponibilità del gas. "Nel marzo 2006 – ha detto Fanelli – avevamo intaccato le riserve strategiche: se avessimo avuto una crisi di freddo, a qualcuno il gas lo avremmo dovuto staccare". Il problema vero, ha aggiunto, è la "sottoinfrastrutturazione" dell’Italia.

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