Liberalizzazioni: contro la legge nuovo sciopero avvocati

Gli avvocati hanno proclamato un nuovo sciopero dal 18 al 23 settembre 2006 contro la legge Bersani, dopo le proteste dei mesi scorsi. Ad annunciarlo è stato l’Organismo unitario dell’avvocatura (Oua) su mandato dei presidenti degli Ordini degli avvocati e delle associazioni rappresentative della categoria. Alla Commissione di garanzia sul diritto di sciopero i vertici dell’Oua hanno spiegato le ragioni della nuova astensione che riguarderà tutte le udienze (civili, penali, amministrative e tributarie), salvi i casi previsti dal codice di autoregolamentazione degli avvocati.

Oltre a protestare contro il decreto Bersani ormai approvato dalla Camere in via definitiva – i legali giudicano insoddisfacenti le modifiche apportate con la conversione in legge del provvedimento e "lontane da quelle richieste e attese dall’avvocatura" – gli avvocati si schierano contro "iniziative assunte o preannunciate – si legge nel documento presentato – da esponenti di rilievo dell’attuale maggioranza di governo, connotate da una marginalizzazione e uno svilimento della professione forense sempre più significativi". Gli avvocati si riferiscono, in particolare, all’approvazione del regolamento di esecuzione dell’indennizzo diretto, la ripresa del progetto della class action, la pubblicazione della disciplina attuativa della normativa sulla conciliazione in materia societaria, "le minacce" dell’autonomia e dell’indipendenza dell’apparato previdenziale forense.

Gli avvocati hanno consegnato un parere alla Commissione di Garanzia, nel quale si muovono rilievi di illegittimità costituzionale della legge sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali, nella parte in cui si applica alle astensioni forensi.

"L’astensione dalle udienze pesa gravemente e in maniera inaccettabile sui cittadini – clienti ed esprime chiaramente una chiusura corporativa preoccupante e anacronistica". È questo il commento del Movimento Difesa del Cittadino (MDC), secondo il quale le ragioni dello sciopero non reggono: "In primo luogo, – spiega l’associazione nel comunicato – la legge Bersani contiene provvedimenti che vanno nella direzione della modernizzazione dell’esercizio delle professioni, eliminando vincoli e rendite di posizione e non rappresentano alcuna minaccia alla dignità dell’avvocatura. In particolare, il provvedimento sull’indennizzo diretto faciliterà e renderà più veloci i risarcimenti degli assicurati, eliminando intermediazioni "interessate" (avvocati, periti assicurativi, ecc.)".

"In secondo luogo, – continua MDC, che chiede ai legali la sospensione dello sciopero e l’avvio del confronto e del dialogo senza pregiudizi – scagliandosi contro lo strumento della class action dimostrano ulteriormente la chiusura della casta "avvocati", interessata solo a salvaguardare i propri privilegi. La class action (ossia la possibilità di fare un’unica azione legale collettiva per grandi numeri di consumatori di fronte a un problema che li interessa tutti) permetterebbe di affrontare una sola volta contenziosi di massa, come ad esempio quello Parmalat e Cirio o per le tariffe Rc auto, con ricadute positive su tutti i consumatori interessati".

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