Liberalizzazioni, il bilancio di Bersani

Le parafarmacie in Italia sono già più di 1000 e per l’80% si tratta di piccoli esercizi con giovani che hanno una laurea in farmacia. In tre mesi il 40% degli incidenti automobilistici è già liquidato entro trenta giorni e senza contenzioso. Si può dunque prevedere che la percentuale salirà al 60-70% fra sei mesi. A tracciare un bilancio sul percorso delle liberalizzazioni è il ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani nel corso dell’incontro sulle riforme che si è svolto oggi all’Università Luiss sul tema "Liberalizzazioni e semplificazioni amministrative: tecniche di regolazione e riflessi su imprese e consumatori".

Liberalizzare, ha ricordato il ministro, è un’occasione per promuovere investimenti e crescita industriale, per contrastare rendite monopolistiche nell’ottica del consumatore, provvedimenti che configurano – con l’apertura al cittadino e alla possibilità di ingresso dei giovani in alcuni mestieri – una idea di "civismo popolare". Bersani ha ricordato il decreto di luglio 2006: "Le prime misure si giustificavano con un decreto d’urgenza perché invocavano procedure europee o segnalazioni dell’Antitrust che consentissero azioni puntuali". C’è stata, ha ricordato, "la novità delle parafarmacie": attualmente sono più di mille in Italia e per l’80% dei casi si tratta di piccoli esercizi con giovani che hanno una laurea in farmacia. Ci sono stati i provvedimenti sui taxi: "Il taxi fa notizia – chiosa Bersani – perché lo prendiamo noi politici, i giornalisti e perché il problema è a Roma". Il ministro ha ricordato come sia necessario mettere a gara nuove licenze e distribuire in modo equo l’introito. Nel pacchetto di riforme c’è stato inoltre l’RCAuto. "Adesso l’agente vende diverse assicurazioni e dice qual è la sua provvigione", ha commentato Bersani, ricordando inoltre l’introduzione dell’indennizzo diretto per gli incidenti stradali: "Il cittadino si rivolge alla sua assicurazione e questo consente procedure rapide. In tre mesi il 40% degli incidenti è liquidato entro trenta giorni e senza contenzioso. Il che vuol dire che fra sei mesi sarà il 60-70%".

"L’autocertificazione per l’avvio di attività di imprese è un tema strategico per il nostro Paese – ha aggiunto – Le formule che proponiamo non sono ostili ma sono formule amichevoli". C’è stata in seguito, lo scorso gennaio, la seconda "lenzuolata" di liberalizzazioni. Il ministro ha ricordato le norme a tutela dei consumatori sui costi fissi, i contributi di ricarica e le carte prepagate: "Uno deve pagare quello che consuma. Il meccanismo del costo di ricarica è un meccanismo di cui il consumatore non capisce la ragione". Le compagnie telefoniche, ha sottolineato, sui costi di ricarica non hanno agito in concorrenza, nessuno di loro ha deciso di abolirle e quindi "siamo intervenuti sulla trasparenza dei prezzi". E non sarà possibile alle compagnie telefoniche caricare tutto sul costo delle telefonate: "Ogni volta che tirate via un onere opaco qualcosa in tasca al consumatore ci va". Bersani ha ricordato anche la visibilità della data di scadenza dei prodotti alimentari, le norme sull’offerta dei voli aerei e quelle sui mutui. E sulla semplificazione per l’ingresso in nuove attività ha commentato: "C’è l’accusa politica di fare piccole cose ma l’unica stampa su cui è venuto fuori che sono "piccole cose" è l’Italia, perchè a nessun anglosassone verrebbe in mente questo". E in generale, ha concluso parlando delle attività di impresa, "piuttosto che semplificare dieci è meglio abolire uno o due, perché dopo il primo scossone il sistema si mette in equilibrio".

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