Liberalizzazioni: serrata delle farmacie

Continua oggi la serrata dei farmacisti che, tra scioperi e manifestazioni in piazza, si sono nuovamente incontrati con il ministro dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani per la questione liberalizzazione dei farmaci da banco. Il ministro ha ribadito che il governo intende portare a compimento il decreto legge a tutela dei consumatori con la conversione in legge del testo già approvato dal Senato.

"Le nuove norme – si legge nella nota del ministero – consentiranno l’abbassamento dei prezzi dei farmaci e una maggiore accessibilità da parte dei consumatori, peraltro sotto l’assistenza di un farmacista iscritto all’ordine professionale, proprio al fine di evitare ogni possibile abuso nell’utilizzo dei farmaci".

A fronte delle preoccupazioni manifestate dai rappresentanti di Federfarma, Bersani ha sottolineato che non è sua intenzione "favorire fenomeni di concentrazione proprietaria delle farmacie in pochi grandi gruppi, precisando che le nuove norme non vanno comunque in questa direzione". Bersani ha dato la propria disponibilità ad aprire un tavolo tecnico con il ministero della Salute e con gli operatori per valutare gli aspetti relativi ai rischi di concentrazione proprietaria delle farmacie, anche in relazione ai profili di interesse comunitario.

Il ministro della Salute Livia Turco a questo proposito si è detta disponibile al dialogo, invitando la categoria a "superare l’attuale posizione rispetto a una legge che ci porta in Europa". Turco ha inoltre ribadito che è fondamentale la presenza di un laureato in farmacia iscritto all’Ordine nei punti vendita dove si potranno vendere i generici, sottolineando le nuove possibilità di occupazione ai giovani laureati in farmacia.

Intanto, mentre i farmacisti si sono riuniti in assemblea per decidere ulteriori azioni di protesta da intraprendere, le associazioni dei consumatori confermano il sostegno al decreto Bersani e la critica all’atteggiamento di Federfarma, considerato dal Movimento Difesa del Cittadino (MDC) a metà tra il "provocatorio, quando propone la possibilità per i cittadini di acquistare liberamente i medicinali di automedicazione in tutti gli esercizi commerciali senza personale specializzato, e l’antidemocratico, quando sospende alcune sue associazioni provinciali che non hanno aderito allo sciopero del 19 luglio".

MDC si riferisce alla sospensione di 4 mesi decisa dalla Federazione nei confronti delle associazioni provinciali di Bologna, Firenze, Bolzano, Prato, Sassari e Trento e delle Unioni Regionali Emilia-Romagna e Toscana, per il comportamento assunto in occasione dell’iniziativa sindacale proclamata da Federfarma per la giornata del 19 luglio.

Non è l’unica crepa nello schieramento delle farmacie: anche il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti (MNLF) si dice contrario all’agitazione dei titolari di farmacia contro il decreto Bersani definendola "uno sciopero contro il ruolo sociale del farmacista nella società". "Le richieste della Federfarma – si legge nel comunicato del MNLF – sono ben chiare: far uscire solo una parte dei farmaci d’automedicazione dalla farmacia e permetterne l’acquisto senza la presenza del farmacista: una richiesta piena di contraddizioni".

In particolare, il Movimento Difesa del Cittadino critica tre punti nella posizione di Federfarma: il fatto che le farmacie sono diventate dei veri e propri supermercati, che vendono prima ancora dei farmaci prodotti dimagranti o contro la cellulite (spesso oggetto di provvedimenti per pubblicità ingannevole da parte dell’Autorità Antitrust), giocattoli, calzature, prodotti per l’igiene ed erboristici; il fatto che, pur temendo un aumento sconsiderato dell’uso dei farmaci da parte dei cittadini in seguito alla liberalizzazione, i farmacisti non abbiano mai protestato contro le dispendiose campagne pubblicitarie sui farmaci in tv; infine, il fatto che Federfarma non si sia mai preoccupata della vendita di farmaci on-line, non consentita peraltro dalla legge né dal decreto Bersani, da parte di alcuni siti di farmacie italiane come www.farmaciademeo.it e www.farmaciaghiselli.com.

"La liberalizzazione dei farmaci prevista dal provvedimento del Ministro Bersani – dichiara Antonio Longo, Presidente del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) – cancella i privilegi della lobby dei farmacisti, portando una maggiore concorrenza nel settore. Nel nostro Paese i prezzi dei farmaci sono molto alti: basti pensare che, secondo una rilevazione di Farmindustria, che ha effettuato 360 confronti tra farmaci italiani e francesi, ben il 60% (216) ha un prezzo più elevato in Italia".

Nel frattempo, di fronte alla chiusura reiterata di oltre 16 mila farmacie che ha lasciato numerosi Comuni italiani senza assistenza farmaceutica, Cittadinanzattiva ha oggi inviato un esposto alla Procura della Repubblica del Tribunale di Roma per valutare l’esistenza del reato di interruzione di pubblico servizio, chiamando in causa l’articolo 340 del Codice penale ("chiunque, fuori dai casi preveduti da particolari disposizioni di legge, cagiona una interruzione o turba la regolarità di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità, è punito con la reclusione fino a 1 anno. I capi, o promotori od organizzatori sono puniti con la reclusione da uno a cinque anni).

"Con la serrata – afferma Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva – i farmacisti impediscono oggi ai cittadini l’accesso a medicinali di classe A: non stiamo parlando di pillole per il mal di testa, o sciroppo per la tosse, ma di antibiotici, antiipertensivi, cortisonici, e altri farmaci salvavita. Ci auguriamo che il Governo non ceda in alcun modo a questi ricatti".

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