Liberalizzazioni, via libera Ue alla direttiva sui servizi postali

Approvata dal Parlamento europeo, nella Plenaria di oggi, la direttiva che completa la liberalizzazione dei servizi postali, che attualmente vengono riservati dagli Stati membri ai monopoli statali, unici fornitori di servizi universali. Presto quindi la nuova legge comunitaria sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e, a partire dal primo gennaio 2011 si apriranno alla concorrenza gli invii dei plichi di peso inferiore ai 50 grammi. Verrà garantita la fornitura di un servizio universale che comprende la raccolta, lo smistamento, il trasporto e la distribuzione degli invii postali fino a 2 kg e dei pacchi postali fino a 10 kg, nonché i servizi relativi agli invii raccomandati e agli invii con valore dichiarato. Il servizio universale è assicurato a prezzi ragionevoli, per 5 giorni alla settimana e con tempi di consegna definiti.

Per la gestione dei reclami per smarrimento o perdita sono stabilite proceduretrasparentie semplici e vengono fissati obiettivi in materia di qualità per quanto riguarda soprattutto i tempi di instradamento, la regolarità e l’affidabilità dei servizi.

La proposta della GUE/NGL di respingere la nuova normativa, perché ritenuta il risultato della "volontà ideologica di procedere a tappe forzate verso la liberalizzazione totale del settore" è stata respinta con 549 voti contrari, 86 favorevoli e 18 astensioni.

Approvando invece la relazione dell’eurodeputato tedesco Markus Ferber, il Parlamento ha sottoscritto la posizione del Consiglio che aveva considerato quasi tutti gli emendamenti proposti dall’Aula, nella prima lettura della direttiva. Un emendamento ha posticipato la data di apertura dei servizi postali alla concorrenza: il primo gennaio 2011, invece che il primo gennaio 2009 proposto dalla Commissione, con possibilità di proroga di ulteriori due anni per i nuovi Stati membri (tranne Bulgaria, Estonia e Slovenia) e per Grecia e Lussemburgo.

La direttiva prevede il ricorso ad una clausola di reciprocità, per cui gli Stati membri che hanno aperto i loro mercati possono, per un periodo di tempo limitato, "non concedere ai monopoli che operano in un altro Stato membro l’autorizzazione di operare sul loro territorio".

Per quanto riguarda l’Italia, accanto a Poste Italiane, anche altri operatori possono fornire servizi postali, sia nell’ambito del servizio universale, sia al di fuori di esso. Dal Ministero delle Comunicazioni risultano attualmente attivi circa 250 operatori nell’ambito del servizio universale e 1300 operatori al di fuori di tale servizio.

a cura di Antonella Giordano

 

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