Libri d’arte, Antitrust multa Fmr Arté

Una multa di 400.000 euro per pratica commerciale sleale: è quella inflitta dall’Antitrust alla Fmr Arté, azienda editrice di opere di pregio nel campo dell’arte. L’azienda è stata scorretta nella fase di promozione e vendita dei propri prodotti: ha fornito informazioni ingannevoli nelle promozioni effettuate via internet, via posta, stampa o telemarketing, rispetto alle caratteristiche dell’offerta e alla natura del processo di vendita, inducendo i consumatori ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbero altrimenti preso.

Ad esempio, secondo quanto segnalato dai consumatori, sul sito www.fmritalia.it, l’azienda prometteva la possibilità di ricevere in omaggio il volume "Le religioni e le arti", selezionando l’icona "richiedilo subito qui" presente sul sito stesso o chiamando il numero verde indicato sulla home page del sito, oppure invitando il consumatore a rispedire "subito" la "Cartolina di visione gratuita" allegata all’opera Sacre Arti, su cui era indicata la possibilità di visionare gratuitamente il volume per 15 giorni, senza ulteriori impegni. L’impegno, invece, c’era eccome e i consumatori sono rimasti vincolati a rapporti contrattuali e hanno dovuto onorare pagamenti rateali di lunga durata (di norma 24 mesi) per coprire i rilevanti costi di acquisto dei libri.

L’azienda è stata scorretta anche durante le visite a domicilio, inducendo i consumatori ad assumere una decisione immediata che non avrebbero altrimenti preso, prospettando loro, contrariamente al vero, la particolare convenienza economica dell’opera, ovvero la sua disponibilità per un periodo di tempo limitato o solo per alcuni selezionati consumatori (chiamati addirittura clienti istituzionali), o la natura dell’acquisto come investimento particolarmente conveniente e la possibilità di ricollocare il volume presso terzi e gallerie d’arte ecc. Inoltre, FMR si è rivolta anche a un target di consumatori che in ragione dell’età e delle particolari condizioni di salute o economiche nelle quali si trovano sono tali da potersi considerare particolarmente vulnerabile.

La scorrettezza di questi comportamenti è stata segnalata da diversi soggetti: è apparsa su un blog di consumatori (www.spammit.blogspot.com) e un articolo del 4 aprile 2010 de "La Repubblica", su alcuni servizi realizzati da "Striscia la notizia" del 20 aprile 2010, e "Mi Manda Rai3" del 9 marzo 2009. Data dunque la gravità del comportamento messo in campo dall’azienda, l’Antitrust ha deciso di infliggerle una sanzione di 400.000 euro.

 

Comments are closed.