Limiti più alti per i pesticidi. Intervista a Ferrante

"Oggi è una giornata importante nella lotta che l’Europa porta in tema di sicurezza alimentare". E’ quanto ha dichiarato il commissario europeo alla salute Androulla Vassiliou annunciando l’entrata in vigore del regolamento 149 del 2008 che fissa il limiti massimi europei per i pesticidi. "Le nuove regole applicano il principio che gli alimenti prodotti o importati da qualsiasi stato membro devono essere sicuri per i consumatori di tutti i paesi. Devono assicurare che i residui di pesticidi siano il più possibile limitati e non abbiano effetti nocivi sui cittadini".

Non la pensa così Legambiente che ha espresso critiche nei confrontidelle novità normative. Help Consumatori ha intervistato Francesco Ferrante, responsabile Agricoltura dell’associazione, che ha spiegato: "Le novità previste dal regolamento sono negative, perché l’Unione Europea ha innalzato molti dei limiti ammissibili per i pesticidi. L’Ue sta contraddicendo se stessa perché spesso ha dato atto a provvedimenti diretti ad una limitazione dell’uso della chimica in agricoltura".

"Il criterio di fissazione dei limiti seguito dal regolamento è molto criticabile in quanto si basa sulla scelta dei valore più alto presente in tutta Europa per un determinato pesticida. Questo limite è stato poi applicato a tutti i paesi membri. La conseguenza di questo criterio è che oggi per molte sostanze il limite ammissibile europeo è superiore addirittura a quelli che EFSA (l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) considera come soglie accettabili di rischio. Per questo motivo Legambiente e altre associazioni europee che fanno parte del Pesticide Action Network hanno presentato ricorso alla Corte di Giustizia Europea".

Ogni anno Legambiente presenta il rapporto Pesticidi nel Piatto. Quali gli ultimi risultati?

"Con Pesticidi nel Piatto, che l’associazione presenta da molti anni, abbiamo rilevato che se pur vero che gli agricoltori stanno diminuendo l’impiego della chimica continuiamo a riscontrare in molti campioni di frutta e verdura residui chimici. Ciò che è più preoccupante è la presenza di più residui su un solo prodotto".

Cosa prevede la legge in tema di multiresidui?

"La nostra legislazione non prevede il caso della presenza di multiresidui in un prodotto. Può quindi verificarsi il paradosso che su una stessa pera si rilevino diversi fitofarmaci in quantità inferiore ai limiti stabiliti dalla legge, il loro incrocio potrebbe essere pericoloso per la salute umana. Il problema del multiresiduo dovrebbe essere affrontato dal punto di vista normativo visto che numerosi studi scientifici testimoniano che la presenza di pesticidi diversi può scatenare un effetto sinergico sui danni alla salute".

Come vengono effettuati i controlli in Italia?

I controlli ci sono e sono svolti dall’Arpa (Agenzia regionale per l’ambiente) o dai presidi sanitari. Esistono delle eccezioni e delle regioni ancora non fanno abbastanza, ma possiamo affermare che i nostri prodotti ortofrutticoli sono controllati. C’è un miglioramento evidente dal punto di vista della quantità di prodotti chimici impiegati in agricoltura in Italia. Il nostro Governo mostra però delle "timidezze" inaccettabili. Pensiamo al caso della moria delle api dovuta principalmente all’uso di sostanze nei campi di mais, come i neonicotinoidi. Si tratta di prodotti vietati in paesi come Germania e Francia ma non ancora in Italia.

Come può difendersi il consumatore dall’abuso di pesticidi?

Innanzitutto rivolgersi a prodotti di stagione, dove la probabilità che siano stati utilizzati fitofarmaci è minore. Importante scegliere anche frutta e verdura italiana e biologica.

I prodotti fitosanitari sono così essenziali in agricoltura? Quali alternative esistono?

Sono molte le alternative possibili nell’agricoltura biologica o integrata. Si tratta però di alternative possibili solo se rinunciamo alla ricerca ossessiva della massimizzazione della produzione puntando più sulla qualità. Non si può pensare che di rinunciare in toto all’impiego della chimica in agricoltura. La via da seguire è quella di una riduzione drastica dell’impiego dei pesticidi per una agricoltura più pulita che punti sulla qualità , sul gusto, e sulla sicurezza dei consumatori".

Comments are closed.