MADE IN ITALY. Coldiretti stila il menu dei falsi: dall’antipasto all’amaro

Fare la spesa oggi sul mercato globale può significare riempire la nostra tavola di prodotti apparentemente "made in Italy", ma che in realtà nulla hanno del nostro Paese, tranne che l’immagine o il tricolore in etichetta o il nome che ricorda il meglio dell’italica enogastronomia. E’ quanto afferma Coldiretti in riferimento all’esposizione allestita a Napoli in occasione del Meeting dei Presidenti dell’Organizzazione nella quale hanno fatto "bella" mostra i più casi più eclatanti e curiosi di cibi italiani taroccati scovati dai coltivatori nei diversi continenti, dall’Europa all’Asia, dall’Oceania all’America, e che fanno sì che nel mondo un menu italiano su tre sia taroccato.

L’ipotetico e sventurato banchetto – sostiene la nota – potrebbe aprirsi con stuzzichini a base di mozzarella prodotta con latte di vacca del Minnesota o australiano o di Parmesan (o Parmeson) di quasi tutte le provenienze del mondo, ma che certamente nulla ha a che fare con le brume della Padania. Il primo piatto – prosegue l’associazione- si concretizza in una bella porzione di spaghetti alla bolognese, ma attenzione, la pasta viene dalla Germania e il ragù, dove non è presente carne, ma soltanto basilico, dall’Estonia. E se proprio si è vegetariani anche di etichetta, e non solo di contenuto, la salsa da impiegare può essere la magnifica "Contadina – Roma style tomatoes" proveniente dai migliori supermercati della California o i "Pomodorini di collina" inscatolati in Cina e pubblicizzati in una nota manifestazione fieristica parigina. A questo punto nessuno si scandalizza più – segnala Coldiretti – se sulla pasta aggiungiamo un po’ di Pecorino, anch’esso di provenienza orientale (Shangai), ma che stupisce per la raffigurazione di una ridente vacca pezzata. Per il secondo, la Ricotta "perfect italiano" realizzata in Australia, il Provolone prodotto nel Wisconsin (Usa) e la Caciotta cinese.

Sull’insalata di contorno – insistono i coltivatori – si può far scendere, goccia a goccia, un po’ di Aceto balsamico di Modena di produzione rigorosamente teutonica e abbondante olio extravergine d’oliva Romulo che fa dei gemelli Romolo e Remo in etichetta, impegnati a ciucciare il latte della Lupa, i fondatori di… Madrid, vista la provenienza iberica del prodotto. Se siete ancora in forma dopo un’abbondante bevuta di Classico Caberlot prodotto da uve rumene – conclude la nota – si può facilitare la digestione con un ottimo Amaretto Venezia. Il prodotto è tedesco, ma la forma della bottiglia ricorda inequivocabilmente quella, unica al mondo e questa sì di origine veneziana (Murano), del più noto Amaretto nato nel comune varesino di Saronno.

 

 

 

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