MADE IN ITALY. Masini, Coldiretti: “Alleanza agricoltori – consumatori per la qualità”

Una grande festa con spaghetti, maccheroncelli, riso e pizza conditi con la passata di pomodoro che da domani non sarà più anonima. Così la Coldiretti ha deciso di festeggiare l’entrata in vigore del provvedimento che rende obbligatoria l’indicazione d’origine del pomodoro utilizzato. La confederazione non è nuova a feste di questo genere: in piazza – spiega Stefano Masini, responsabile per le politiche ambientali e del territorio dell’organizzazione – festeggiamo tutti i provvedimenti che garantiscono maggiore sicurezza al consumatore.

La Coldiretti – continua Masini – sulla scorta di quanto è accaduto per il latte fresco dopo l’obbligo di indicare in etichetta la zona di allevamento o di mungitura, stima un aumento dei consumi della passata pari al 6%. La passata – sottolinea la Coldiretti – è presente sulle tavole di due famiglie su tre ed è il piu’ diffuso dei derivati del pomodoro: italiani, secondo i dati Ismea Ac Nielsen, spendono per i consumi casalinghi ben 442 milioni di euro per acquistare ben 545 mila tonnellate di pomodori in scatola o in bottiglia. Ogni famiglia – precisa la Coldiretti – durante l’anno acquista ben 31 kg di pomodori trasformati e, a essere preferiti, sono stati nell’ordine i pelati (14 Kg), le passate (11 Kg), le polpe o pomodoro a pezzi (5 Kg) e per ultimo i concentrati e gli altri derivati (1 Kg).

Una produzione nazionale di eccellenza che – precisa la Coldiretti – è minacciata dal falso made in Italy dalla Cina che nel 2005 ha esportato in Italia ben cento milioni di chili di concentrato nel 2005 destinato a essere "confuso" con quello italiano mentre crescono del 20 per cento gli arrivi dalla Spagna che ha spedito in Italia ben 13,6 milioni di chili di derivati del pomodoro. Un "inganno" che non sarà piu’ possibile poiché – sottolinea la Coldiretti – il nuovo provvedimento stabilisce infatti che sulle etichette venga obbligatoriamente indicata "la zona di coltivazione del pomodoro fresco utilizzato" anche se i prodotti etichettati precedentemente al 15 giugno possono essere venduti fino al 31 dicembre 2007.

Su un totale di oltre un milione di confezioni vendute al giorno (370 milioni all’anno), la grande maggioranza delle aziende, consapevole del valore aggiunto della trasparenza, ha garantito da subito – continua la Coldiretti – la possibilità ai consumatori di riconoscere la passata prodotta esclusivamente da pomodoro italiano, grazie alle nuove etichette e all’utilizzo di speciali bollini ("100% italiano", "solo pomodoro italiano", o "tutto pomodoro italiano").

Il settore del pomodoro da industria in Italia, che è il secondo produttore mondiale dopo gli Usa, riguarda mediamente 75.000 ettari di superficie coltivata da 8.500 aziende agricole, per una produzione superiore a 5 milioni di tonnellate trasformate da oltre 180 industrie. Il prodotto viene destinato alle seguenti utilizzazioni: 35% pelato intero, 33% triturato/polpa, 15% passata/succo/salse preparate, 13% concentrato e per il 4% altri prodotti. Nel 2005 – conclude la Coldiretti – le esportazioni nazionali di derivati del pomodoro sono state pari a 1,43 miliardi di euro pressoché stabili rispetto all’anno precedente e dirette per 888 milioni verso i 25 paesi dell’Unione e per oltre 546 milioni da quelli extra UE.

 

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