MDC Lazio, il 30% dei ragazzi rifiuta la verdura

Quando si parla di alimentazione giovanile si deve parlare anche di obesità infantile. I più giovani, infatti, hanno spesso abitudini alimentari poco sane: preferiscono cibi grassi e zuccherati e mangiano fuori pasto, magari davanti alla Tv o al computer. E questi ultimi sostituiscono, in molti casi, altre attività, come lo sport e le passeggiate all’aria aperta.

Per prevenire l’obesità infantile, infatti, non basta soltanto una corretta alimentazione, ma è fondamentale lo stile di vita. In questo la famiglia svolge un ruolo importante, come lo svolgono la scuola e la Tv, che devono proporre modelli di comportamento più sani.

Di questo si è occupato il progetto "Bimbi InForma", realizzato dal Movimento Difesa del Cittadino Lazio con il contributo della Regione Lazio, nell’ambito del Programma Utenti e Consumatori 2009. Il progetto è durato un anno e si è rivolto ai ragazzi laziali di età compresa tra i 6 e i 13 anni. Oltre a diffondere tra i ragazzi un manuale informativo con i consigli su come evitare i peccati di gola, su come leggere le etichette degli alimenti e su quali cibi preferire, l’Associazione dei consumatori ha realizzato un’indagine sullo stile alimentare dei bambini residenti nel Lazio.

Dalla ricerca, presentata oggi a Roma, non sono emersi molti dati allarmanti: i cibi preferiti dai ragazzi sono i cereali (pane, pasta e riso); al secondo posto c’è la carne e al terzo i legumi. Purtroppo le verdure sono in assoluto il cibo più rifiutato a tavola; anche la frutta non è tra i cibi preferiti: il 12,8% del campione non la consuma mai. Sul fronte dei cibi zuccherati, ad alto contenuto calorico, la situazione appare positiva: la maggior parte dei ragazzi non consuma mai, o soltanto 1-3 volte a settimana, bevande zuccherate, lecca lecca o fritti.

Le famiglie intervistate non sembrano avere abitudini alimentari sbagliate: preferiscono prodotti freschi da cucinare piuttosto che zuppe pronte o sughi preparati. Il biologico, però, stenta ad affermarsi: il 41% lo sceglie qualche volta, il 35% mai o raramente. L’etichetta è l’unico strumento che aiuta il consumatore ad effettuare una spesa consapevole, ma la metà del campione non la legge assiduamente e il 20% la guarda raramente o mai.

I dati della ricerca sono meno positivi se consideriamo il tempo passato dai ragazzi davanti alla TV: la maggior parte dei ragazzi passa meno di 2 ore al giorno davanti alla TV, ma nel week-end le ore aumentano significativamente. Di sabato e domenica il 48% degli intervistati ha affermato che i propri figli passano davanti alla TV più di 2 ore, il 15% addirittura più di 4. E il 54% dei ragazzi ha la televisione in camera. Nonostante questo, però, la TV non influenza più di tanto le scelte dei ragazzi: il 16% non chiede mai ai genitori di comprare i cibi reclamizzati e il 70% lo chiede raramente o solo qualche volta.

Non è vero che i ragazzi non fanno sport: l’80% ne conduce uno, ma c’è un 14% che non ne conduce. I genitori lamentano la mancanza di tempo da dedicare ai propri figli e vorrebbero (il 60%) che in TV fossero vietati gli spot di alimenti diretti ai bambini. Con questa posizione è d’accordo MDC che crede sia giusto limitare la quantità di spot pubblicitari di alimenti diretti ai bambini durante tutte le fasce orarie TV, poiché gli orari in cui i ragazzi guardano la televisione occupano l’intera giornata.

Secondo l’Assessore alla Tutela dei consumatori della Regione Lazio, Teodoro Buontempo, che è intervenuto alla presentazione della ricerca, c’è bisogno anche di un intervento della politica nella diffusione di una corretta alimentazione. "I Comuni, ad esempio – ha detto Buontempo – devono intervenire sugli organizzatori dei catering affinché vengano eliminati i cibi grassi dalle mense scolastiche; c’è bisogno anche di un intervento a favore dello sport, che oggi è praticato soltanto da professionisti. Bisogna intervenire sulle periferie delle grandi città, dove dilaga l’alcolismo. A tal proposito – ha aggiunto l’Assessore – io vorrei lanciare una campagna sul corretto bere, perché non basta mettere divieti, né scrivere slogan, ma è necessario dialogare e responsabilizzare i giovani". Buontempo ha sottolineato il fatto che la tutela del consumatore va fatta a 360° e che per questo è importante l’azione delle Associazioni dei consumatori che devono diventare protagoniste dell’azione della Regione.

Comments are closed.