MDC: sempre meno etichette nei mercati rionali

Comprare nei mercati rionali può essere molto conveniente, ma non sempre trasparente. Il Rapporto sull’etichettatura dei prodotti ortofrutticoli e ittici nei mercati rionali del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) mette in luce una situazione allarmante: sono sempre meno i venditori che rispettano le norme in materia di etichettatura di questi due comparti. Per l’ortofrutta solo 2 banchi su 10 sono a norma. Mentre per il pesce il valore sale a 3.

Troppo poco per MDC che definisce la situazione "particolarmente allarmante essenzialmente perché i risultati di rispetto delle norme in materia di etichettatura nei mercati rionali non fanno altro che peggiorare. Eppure, visto che sono anni che l’obbligatorietà in etichetta di importanti informazioni (come l’origine) è in vigore da anni per questi due comparti ci dovremmo aspettare un miglioramento. Come abbiamo più volte ribadito non si può definire una vittoria l’obbligo per legge di indicare la provenienza di un cibo se poi non si rispetta".

L’indagine è stata svolta nel mese di novembre con la collaborazione delle sedi locali di MDC che hanno controllato circa 450 banchi in otto regioni d’Italia: Basilicata, Calabria, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche e Toscana.

Nel caso della provenienza per quanto riguarda l’ortofrutta, l’informazione è stata rilevata solo nel 39% dei casi con valori che arrivano al 13% nel caso della Calabria. Migliore la situazione in Lombardia dove la quasi totalità dei banchi (92%) ha posto in etichetta l’origine. Una percentuale poco più alta la si riscontra nel comparto ittico (43%), dove le irregolarità in materia di etichettatura non mancano. MDC ha infatti ricordato i dati di Italia a Tavola 2010 (rapporto sulla sicurezza alimentare in collaborazione con Legambiente): in riferimento alle violazioni accertate dalla Guardia Costiera nel 2009 il non rispetto delle norme in materia di etichettatura e tracciabilità dei prodotti ittici è proprio l’irregolarità più frequente. In particolare, nel 2009 rappresentava il 61% delle violazioni rilevate. La percentuale scende al 55% per il primo semestre 2010.

A parte l’origine anche altre informazioni mancano di diffusione sui banchi dei mercati. La categoria di frutta e verdura è indicata solo nel 28% del campione, mentre il metodo di produzione del pesce solo nel 43%. Quello che preoccupa di più è la diminuzione del rispetto della normativa negli anni. L’esempio più eclatante si ha per l’ortofrutta: nel 2008 la percentuale di banchi in regola si attestava al 38% per poi scendere al 34% nel 2009 e cadere a picco nel 2010 al 26% (-12 punti percentuali).

A livello regionale la maglia nera è andata alla Calabria che in entrambi i comparti monitorati ha sperimentato percentuali nulle o pari a 1. Le migliori perfomance si sono avute invece per la Lombardia (71% in regola) nel comparto ortofrutticolo e per la Liguria (80%)nel settore dei prodotti ittici.

Come consigliare ai consumatori di leggere le etichette se poi queste non ci sono? Secondo MDC è importante rivolgersi a venditori di fiducia che rispettano la legge e pretendere che tutti possano venire a conoscenza da dove viene o come sia stato prodotto ciò che si sta per comprare. Nel rapporto è presente, infatti, un capitolo ad hoc dedicato ai consigli ai consumatori. Non solo etichette, ma anche la stagionalità di ortofrutta e dei prodotti ittici.

 

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