MINORI. A Roma Polizia scopre rete di pedofili. I commenti di Save the Children e Unicef

Una rete di pedofili è stata scoperta dalla polizia della capitale, che ha eseguito 18 ordinanze di custodia cautelare emesse dal tribunale di Roma nei confronti di 12 italiani e sei cittadini romeni. La squadra mobile della questura di Roma è arrivata alla rete di pedofili dopo oltre un anno di indagini. Gravi le imputazioni per le 18 persone arrestate che vanno dalla violenza sessuale in danno di minori allo sfruttamento della prostituzione minorile, all’ estorsione aggravata. Sono oltre cento gli agenti della squadra mobile di Roma, che insieme agli equipaggi del reparto prevenzione crimine della direzione centrale anticrimine della polizia di stato stanno eseguendo decine di perquisizioni a Roma e in altre città italiane.

Save the Children ha espresso apprezzamento: "Lo spaccato di abusi, violenze fino alla riduzione in schiavitù verso bambini anche di otto anni che emerge dall’operazione conferma un quadro a noi noto – commenta Carlotta Sami, direttore dei programmi di Save the Children Italia -. Esiste una fascia di minori, in particolare bambini e adolescenti rom ma anche minori stranieri non accompagnati provenienti per lo più dalla Romania, che sono particolarmente esposti al rischio di subire violenze, cadere vittima di reti di trafficanti, a scopo di sfruttamento sessuale, di mendicità e di piccola delinquenza". " Contemporaneamente, continua l’associazione, bisogna lavorare per prevenire fenomeni così gravi di sfruttamento e violenza, attivando percorsi sociali di accoglienza, integrazione e informazione per i minori più vulnerabili, quelli rom e i cosiddetti minori stranieri non accompagnati".

Antonio Sclavi, presidente dell’Unicef Italia ha sottolineato "il ruolo giocato in questa operazione dal coordinamento fra le forze di polizia e l’assessorato alle politiche sociali del Comune di Roma, da una cui segnalazione ha preso le mosse l’indagine. Questo coordinamento, grazie al lavoro pilota del Centro per la lotta alla mendicità infantile creato dal Comune con il patrocinio dell’Unicef Italia, ha consentito – afferma – non solo di seguire le storie e i casi dei singoli ragazzi portando alla individuazione della rete di complicità, estesa ben oltre Roma, ma ha soprattutto consentito di svolgere tutte le operazioni avendo sempre come priorità il superiore interesse dei bambini vittime di questi orribili abusi". "Speriamo – conclude Sclavi – che esperienze pilota di lotta integrata alla mendicità, agli abusi e allo sfruttamento di minori come quella romana, si moltiplichino in Italia, perché l’orrore di 200 bambini abusati, alcuni con la complicità dei genitori, non debba più ripetersi".

 

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