MINORI. Aduc: bonus bebè da restituire se autocertificazione era errata. Ma attenti a prescrizione

Bonus bebè non dovuto: chi ha sbagliato l’autocertificazione sul reddito dovrà restituire la somma ricevuta nel 2006, ma non è detto che debbano farlo tutti. Se sono passati più di cinque anni, la richiesta è caduta in prescrizione. Lo spiega l’Aduc, che racconta come a diverse famiglie stia arrivando una comunicazione raccomandata A/R del ministero dell’Economia per recriminare la restituzione del bonus bebè elargito nel 2006, così come stabilito dalla legge 266/2005 per i bimbi nati o adottati nel 2005 e nel 2006.

La richiesta, afferma l’associazione, è in parte legittima perché per ricevere il bonus bisognava avere un reddito inferiore a 50 mila euro lordi, mentre alcuni si sono sbagliati pensando che si intendesse il netto e hanno stilato un’autocertificazione errata.

C’è un però, puntualizza l’Aduc: "In diversi casi la richiesta di restituzione è stata inoltrata oltre i cinque anni da quando il bonus è stato riscosso, quindi soggetta a prescrizione. Inoltre il ministero ha strutturato la raccomandata di richiesta in modo ambiguo, sì da far credere al chi la riceve che deve pagare subito anche la sanzione amministrativa di 3.000,00 euro: solo in fondo, dopo le intimazioni e i riferimenti delle violazioni penali ipoteticamente commesse, si legge che la sanzione sarà dovuta solo dopo pronuncia del giudice". Per l’associazione, bisogna dunque comportarsi in questo modo: se sono passati più di cinque anni dalla riscossione al momento in cui è partita la richiesta di rimborso, inviare una raccomandata A/R in cui si eccepisce la prescrizione della richiesta (senza aggiungere altro). Se invece i cinque anni non sono trascorsi, occorre restituire il dovuto. Per la sanzione amministrativa di 3 mila euro si aspetta invece il ministero e l’eventuale pronuncia positiva del giudice, nel qual caso bisognerà pagare.

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