MINORI. Al via la campagna “Smonta il Bullo”

Numero verde nazionale, osservatori permanenti, sito www.smontailbullo.it, campagna di informazione e sensibilizzazione, sanzioni più severe e percorsi di recupero. Questi i punti principali della campagna nazionale del Ministero della Pubblica Istruzione contro il bullismo dal titolo "Smonta il bullo", oggi presentata.

"Un’offensiva educativa". Così il della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni ha definito le misure del pacchetto contenute in una direttiva di 13 pagine inviata a tutte le scuole. "Per prevenire e contrastare efficacemente fenomeni di bullismo, di violenza fisica o psicologica che vedono protagonisti una parte dei bambini e degli adolescenti – ha aggiunto Fioroni – si deve sostenere e valorizzare il ruolo degli insegnanti, dei dirigenti scolastici e di tutto il personale tecnico ed ausiliario che, quotidianamente e senza ‘fare notizia’, svolgono un’azione meritoria ed impegnativa per la realizzazione della funzione educativa che ciascuna istituzione scolastica autonoma è chiamata ad assolvere nel tessuto sociale in coerenza ai principi ed ai valori comuni della Costituzione italiana. Si è toccato il fondo, nessuna possibilità di farcela senza un’offensiva educativa".

Un ruolo importante in questo pacchetto è occupato dalla comunicazione. A livello nazionale saranno previste una campagna di comunicazione differenziata rivolta agli studenti, agli operatori e alle famiglie. Per la scuola dell’infanzia e scuola primaria la valorizzazione delle finestre già presenti in alcuni programmi Rai; poster da affiggere all’interno delle scuole, sensibilizzazione e possibile collaborazione con l’editoria rivolta ai bambini. Per la scuola secondaria di primo e secondo grado si prevede invece la realizzazione di un portale internet, in collaborazione con scuole, studenti e consulte; messa in onda di spot tv e radio scelti tra quelli elaborati dalle scuole; coinvolgimento dei portali maggiormente frequentati dai giovani; coinvolgimento di testimonial contro il bullismo e promozione di apposite iniziative nel palinsesto televisivo. Elemento di raccordo delle informazioni utili provenienti dagli osservatori e una vetrina per le azioni e le campagne promosse dalle scuole sarà il sito www.smontailbullo.it.

La comunicazione prenderà la forma anche di un Numero Verde (800 66 96 96): 10 postazioni di ascolto dove segnalare casi o chiedere informazioni ad esperti dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19. In un database saranno inoltre raccolte e classificate le informazioni (nel rispetto della privacy) per l’elaborazione di statistiche.

Ogni regione avrà poi un Osservatorio permanente, istituito con fondi appositi presso gli Uffici Scolastici Regionali. Obiettivo di queste strutture sarà lavorare in stretta collaborazione con le istituzioni locali per la realizzazione di attività e per la valorizzazione del patrimonio di buone pratiche e di competenze che si sono sviluppate nel territorio.

Sul fronte degli interventi disciplinari, si prevede un nuovo sistema più severo di sanzioni. La direttiva raccomanda che le sanzioni siano "eque, tempestive e proporzionate alla gravità" delle azioni". La sospensione deve durare non più di 15 giorni. La deroga è possibile in due casi di particolare gravità: quando siano stati commessi reati e quando ci sia pericolo per l’incolumità delle persone: qui lo Statuto riconosce la possibilità di ricorrere ad un "rimedio estremo" e la durata dell’allontanamento "è commisurata alla gravità del reato ovvero al permanere della situazione di pericolo". Si semplificheranno le procedure per le sanzioni disciplinari agli studenti ma si studieranno sanzioni che non si limitino ad allontanare i giovani dalla scuola ma offrano percorsi educativi di recupero.

Il Ministro ha inoltre siglato un’intesa con l’Associazione Editori Software Videoludico Italiana per valorizzare il videogioco quale strumento didattico con valore artistico ed educativo. In merito al "cyberbullismo", Fioroni ha sottolineato come questa sia "la nuova forma di prevaricazione, che non consente a chi la subisce di sfuggire o nascondersi e coinvolge un numero sempre più ampio di vittime, è in costante aumento e non ha ancora un contesto definito. Ciò che appare rilevante è che oggi non è più sufficiente educare a decodificare l’immagine perché i nuovi mezzi hanno dato la possibilità a chiunque non solo di registrare immagini ma anche di divulgarle. Di conseguenza la prevenzione ed il contrasto al bullismo sono azioni "di sistema" da ricondurre nell’ambito del quadro complessivo di interventi e di attività generali. Uno strumento insostituibile per affrontare questi fenomeni è lo studio delle materie curricolari che fornisce agli studenti le capacità per una decodifica approfondita della realtà insieme alla proposta di attività strutturate e coerenti con il percorso di formazione. Il valore educativo dell’esperienza scolastica, infatti, comprende e supera la sola acquisizione di conoscenze e competenze".

Soddisfazione nei confronti della direttiva e dell’intesa siglata con gli editori è stata espressa dal Dipartimento Junior del Movimento Difesa del Cittadino (MDC). "Un progetto condiviso – si legge nella nota – che, facendo appello alla cultura del rispetto e della solidarietà sociale, trae spunto dall’esperienza dei ragazzi stessi, ci sembra l’approccio ideale per un problema complesso come quello del bullismo e in generale della violenza che interessa i nostri ragazzi".

Lucia Moreschi, responsabile del Dipartimento si augura che "questo accordo contribuisca concretamente anche a fare chiarezza sul Pegi, il sistema europeo di autoregolamentazione per i videogiochi: nell’ambito delle nostre indagini e tramite i nostri sportelli, infatti, abbiamo constatato come i genitori si sentano spesso spaesati di fronte alla classificazione dei videogiochi in base all’età e al contenuto. Restiamo dell’opinione che il Pegi contenga ampi margini di miglioramento e che debbano essere rivisti alcuni parametri di giudizio".

"La violenza e la sopraffazione vanno combattute con la cultura dei valori e della consapevolezza: scuola e famiglia, devono attivare un percorso educativo comune che possa aiutare i minori a una gestione consapevole di mezzi e input esterni – conclude Moreschi – Troppo spesso i ragazzi sono esposti a messaggi che enfatizzano la brutalità e tendono ad "adultizzarne" desideri e gusti: sarebbe ora di restituire ai bambini il diritto di essere bambini".

 

 

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