MINORI. Allarme della Commissione Ue: numeri verdi per minori scomparsi attivi solo in pochi Stati

La maggior parte degli Stati membri, tra cui l’Italia, non hanno ancora messo in funzione i numeri verdi 116 che l’Ue ha previsto per le segnalazioni dei minori scomparsi e per le richieste di assistenza. Il fenomeno della scomparsa dei minori ha raggiunto dimensioni preoccupanti: solo nel Regno Unito e in Belgio nel 2007 le segnalazioni pervenute al sito www.missingchildreneurope.eu sono state oltre 7500.

E’ l’allarme lanciato oggi dalla Commissione Ue che, per affrontare il problema, nel 2007 ha deciso di riservare, a livello nazionale, i numeri gratuiti di 6 cifre che iniziano con 116 a linee telefoniche per i minori scomparsi (116000) e per l’assistenza ai minori (116111). Da un’indagine dell’Ue, presentata oggi dalla Commissione, è emerso che soltanto 7 Stati membri hanno assegnato il 116000 a fornitori di servizi e solo 10 lo hanno fatto per il 116111.

Inoltre solo in 24 Stati membri i numeri sono stati resi pubblici; i 3 che non hanno rispettato il termine previsto, che era il 30 agosto 2007 per il 116000 e il 28 febbraio 2008 per il 116111, sono Italia, Lettonia e Regno Unito. La maggior parte dei paesi non ha fatto molto per informare i potenziali fornitori di servizi sui numeri 116000 e 116111. Questo ha ritardato l’adozione dei numeri da parte dei fornitori potenziali, che nella maggior parte dei casi sono organizzazioni non governative. Maggiori sforzi – comunicati stampa, messaggi di posta elettronica/lettere ai potenziali fornitori dei servizi, riunioni – sono stati realizzati in Finlandia, Francia (per il 116000), Irlanda, Lituania, Paesi Bassi, Portogallo e Svezia.

Secondo la normativa comunitaria, gli Stati membri non sono tenuti ad assegnare i numeri, ma devono riservarli ed informare i cittadini e i fornitori di servizi della loro disponibilità. Una volta che lo Stato membro ha assegnato loro un numero, spetta ai fornitori dei servizi di linea di emergenza e di linea di assistenza metterli a disposizione del pubblico. I fornitori dovranno essere in grado di trattare in modo adeguato e ininterrottamente (ossia 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana) chiamate gratuite provenienti da tutto il territorio nazionale. Finora solo l’Ungheria ha riferito che entrambi i numeri sono operativi.

"Un anno fa la Commissione ha chiesto l’introduzione di numeri unici europei inizianti con 116 affinché fosse più facile per genitori e bambini effettuare chiamate di soccorso," ha affermato Viviane Reding, commissaria europea per le telecomunicazioni. "Finora soltanto l’Ungheria ha preso tutti i provvedimenti necessari per rendere operativi i servizi del 116. È un esempio lodevole, ma negli altri 26 Stati membri dovrebbe suonare un campanello d’allarme. Secondo la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, sottoscritta da tutti gli Stati membri dell’UE, i diritti dei minori devono essere protetti. È un peccato che in molti paesi alle parole non segua l’azione, quando si tratta di dare attuazione a servizi che possono fornire un aiuto prezioso a genitori e bambini. La Commissione ha fatto la sua parte e spera che non sia necessario avviare procedimenti giudiziari su una questione sulla quale dovrebbe esserci ampio consenso."

 

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