MINORI. Asili nido? In Italia sono pochi e costosi

Quasi 3mila euro di spesa all’anno, se si è fortunati, e non è detto si riesca a trovare posto. Stiamo parlando degli asili nido comunali che, in Italia, sono ancora pochi e costosi e continuano ad aumentare ogni anno. Tra una provincia e l’altra, poi, ci sono grosse differenze di spesa. Cioè a Lecco si spende ogni mese, per il tempo pieno, il triplo che a Cosenza o Roma (572 euro contro 110 e 146) e il doppio che a Milano (232 euro).

E’ quanto emerge dal dossier di Cittadinanzattiva, condotto dall’Osservatorio prezzi & tariffe dell’Associazione dei consumatori che ha elaborato i dati delle Amministrazioni comunali di tutti i capoluoghi di provincia (anni scolastici 2007/08 e 2008/09), considerando una famiglia tipo di tre persone, con un figlio da 0 a 3 anni, reddito lordo annuo di 44.200 euro e relativo Isee di 19.000 euro. Oggetto della ricerca sono state le rette applicate al servizio di asilo nido comunale per la frequenza a tempo pieno (in media, 9 ore al giorno) e, dove non presente, a tempo ridotto (in media, 6 ore al giorno), per cinque giorni a settimana.

La Calabria è risultata la Regione più economica, con una spesa media di 120 euro, mentre la più costosa è la Lombardia, con 402 euro. La triade più costosa tra le città è composta da Lecco, Belluno, Brescia; a seguire ci sono Mantova, Sondrio, Treviso e Cuneo. Le città meno costose si trovano al Centro-Sud: al primo posto c’è Cosenza, con 110 euro di spesa, seguono Roma, Chieti e Reggio Calabria, con rispettivamente 146, 162 e 167 euro di retta mensile.

Rispetto al 2007/08 le rette sono aumentate in media dell’1,4%, ma 7 capoluoghi hanno registrato incrementi a due cifre: Oristano (+51%), Ragusa (+29%), Catania (+20%), Viterbo (+18%), Trapani (+17%), Salerno (+14%), Pistoia (+11%). Dunque gli aumenti principali si registrano al Sud (+3,2%) e al Centro (+2,7).

E la differenza tra Nord e Sud va oltre i costi; riguarda anche il numero degli asili nido sul territorio: la Regione più ricca di asili nidi è la Lombardia con 627 strutture pubbliche e circa 25.000 posti disponibili, seguita da Emilia Romagna (538 nidi e 23.300 posti) e Toscana (399 nidi e poco più di 14mila posti). Ultima in classifica, invece, il Molise con soli sei asili per 272 posti disponibili.

In tutta Italia ci sono 3.184, il 2,4% in più rispetto al 2006, ma un numero ancora insufficiente a soddisfare le esigenze delle famiglie italiane. Infatti l’Italia è ben lontana dall’obiettivo comunitario che fissa al 33% la copertura del servizio: la copertura massima si registra in Emilia Romagna ed è del 14,6%, mentre in Calabria e Campania è dell’1%. In media il 25% dei bimbi che chiedono un posto in un asilo nido comunale rimane in lista d’attesa; in Campania la percentuale sale al 42% e nel Lazio al 36%.

"In tema di asili nido comunali – commenta Antonio Gaudioso, vicesegretario generale e
responsabile delle politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva – l’Italia sconta un ritardo strutturale ormai conclamato, espressione di una attenzione alle esigenze delle giovani coppie vera solo sulla carta. In questi anni, infatti, molti amministratori hanno parlato di tutela della famiglia e di asili nido solo in campagna elettorale e pochissimi hanno fatto qualcosa. Ci aspettiamo – ha concluso Gaudioso – che con queste amministrative i candidati prendano impegni concreti e misurabili. Federalismo, d’altra parte, vuol dire soprattutto questo: prendersi impegni e mantenerli. E quello degli asili nido è un modo concreto e non retorico di prendersi cura delle famiglie e dei loro bisogni".

L’indagine completa è disponibile sul sito di Cittadinanzattiva

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