MINORI. Aumentano i falsi abusi sessuali, Centro Documentazione stila dossier

In questi ultimi anni (dal 1989 a oggi) si assiste a continui falsi abusi sessuali non solo nel nostro territorio ma anche in altre città italiane e Stati europei. Quello che condiziona maggiormente è il processo mediatico, dove un attento lettore di quotidiani si accorge che spesso e sovente i mass media riportano dichiarazioni, naturalmente in forma virgolettata, e circostanze di cui né l’imputato né i suoi familiari sono a conoscenza, perché la norma impone il divieto di ottenere copia degli atti fino a quando le indagini non siano concluse. La denuncia arriva dal Centro di Documentazione Falsi Abusi sui Minori costituito da un gruppo di cittadini coinvolti in uno dei fenomeni giudiziari più sconvolgenti di questo inizio secolo.

Ci si riferisce alla vicenda che ha coinvolto il Presidente della Scuola Materna G. Bovetti di La Loggia (To) perché accusato di pedofilia. Il procedimento penale si è risolto con sentenza assolutoria, perché i fatti non sussistono. Tuttavia per arginare la negatività d’immagine ingiustamente e gratuitamente subita da parte di istituzioni e mass media, il Centro di Documentazione redatto un fascicolo sul falso abuso del caso di Torino "Vivere nella Verità". Il fascicolo contiene, oltre la sentenza che richiama direttive di sani principi, anche una cronistoria di quanti si sono prodigati per contribuire a un’eventuale condanna, sia del Presidente della Scuola Materna G. Bovetti di La Loggia TO, sia della sua famiglia.

Non meno disdicevole il gravissimo episodio di incitazione nei confronti di una bambina di soli quattro anni, la quale, proprio per le incalzanti pressioni della madre, peraltro favorite da un pubblico ufficiale, fu costretta a denudarsi, contro la sua volontà, perché gli inquirenti potessero sostenere il suo presunto abuso.

Il Centro ritiene indispensabile un disegno di legge che regoli l’ascolto del minore e l’operatività degli inquirenti, con pari opportunità fra accusa-difesa, per un giusto processo e non si abusi a posteriori dei bambini (es. con interventi invasivi, violazione delle norme), etichettandoli psicologicamente come abusati per i loro disagi, e si abbia autentico rispetto della loro persona, congiuntamente ai genitori e alle persone innocenti. Non dobbiamo dimenticare che la presenza di un protocollo procedurale condiviso, non solo consentirebbe di migliorarne le tecniche investigative in un campo così vasto e difficile, ma aiuterebbe più efficacemente sia a prevenire sia a reprimere i veri casi di abuso.

 

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