MINORI. Aumentano i minori stranieri residenti regolarmente in Italia. Rapporto di Save the Children

A gennaio 2007 i minori stranieri regolarmente residenti in Italia sono stati circa 660 mila, pari al 22,7% del totale degli stranieri residenti, quasi 80 mila in più rispetto all’anno precedente. Questi sono soltanto alcuni dei dati resi noti oggi da Save the Children in occasione del convegno "Accoglienza, tutela e ascolto dei minori stranieri in Italia", promosso dal Garante dell’Infanzia e
dell’Adolescenza del Lazio e da Save the Children e tenutosi presso l’Auditorium Giovanni Paolo II di Roma.

Dal Rapporto del primo anno di attività di Orizzonti a colori, un progetto per la prevenzione della devianza e il reinserimento sociale di minori sottoposti a procedimento penale nella città di Roma, avviato nel settembre 2005 da Save the Children, in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Roma, il Centro per la Giustizia Minorile per il Lazio, la Casa dei Diritti Sociali-FOCUS, il Centro Informazione e Educazione allo Sviluppo e con il sostegno di Fondazione Vodafone Italia, emerge un quadro allarmante. I minori stranieri non accompagnati sono un gruppo di minori particolarmente vulnerabile e spesso coinvolto in fenomeni di sfruttamento, abuso e in circuiti di illegalità. Per prevenirne la devianza, supportarli e orientarli, sono necessarie forme di intervento anche innovative, che prevedano un rafforzamento del dialogo inter-istituzionale e con i soggetti privati del no profit e che impieghino, tra l’altro, equipe di strada ed educatori alla pari.

Dal Rapporto sull’immigrazione del Viminale emerge un altro dato: il forte incremento di minori stranieri che risiedono regolarmente in Italia è costituito, per oltre la metà, da bambini nati da genitori entrambi stranieri; gli altri sono minori giunti in Italia per ricongiungimento. I minori stranieri extracomunitari non accompagnati sono stati, nel 2007, 7.548, quasi mille in più rispetto al 2004.

La maggior parte di essi è di sesso maschile e per il 50,8% si tratta di diciassettenni, provenienti per lo più da Marocco (19,77%), Albania (17,24%), Palestina (13,99%), Egitto (10,7%) e Afghanistan (7,18%). Soltanto nel comune di Roma, negli ultimi 3 anni si è osservato un aumento del numero di minori stranieri non accompagnati e richiedenti asilo, che nel 2006 sono stati 1.534. Tra questi spiccano i rumeni e gli afgani, seguiti da moldavi, marocchini e albanesi.

Per quanto riguarda la scuola, l’incidenza più elevata di minori stranieri residenti in modo regolare in Italia si ha nelle scuole primarie (6,8%), nella regione Emilia Romagna in termini percentuali (11,7%) e in Lombardia in termini numerici (121.520). Nel Lazio, i minori stranieri nelle scuole raggiungono il 9,9%, pari a 49.601 alunni.

"In occasione della Giornata Mondiale dei Migranti abbiamo voluto richiamare l’attenzione su un gruppo di minori che, per la loro condizione di migranti soli, sono particolarmente esposti a rischio" ha spiegato Maurizia Iachino, Presidente di Save the Children Italia. "Per questo è fondamentale mettere in campo progetti come Orizzonti a colori che diano un contributo fattivo per prevenirne l’illegalità e lo sfruttamento, aiutino il reinserimento e offrano una diversa prospettiva di vita a quelli finiti nel circuito penale".

Il Convegno di oggi ha l’obiettivo di fare il punto sulle politiche e sui modelli di accoglienza, tutela e partecipazione dei minori stranieri sul territorio italiano, attraverso la voce di chi è impegnato sul campo, dei garanti regionali dell’infanzia di alcune regioni italiane, e rappresentanti istituzionali. Lo scenario italiano viene esaminato in relazione alla normativa e alle prassi adottate a livello internazionale, nazionale e locale, ma soprattutto attraverso gli occhi dei ragazzi stessi. All’evento, infatti hanno partecipato 12 minori, tra i 14 e i 18 anni, provenienti da Afghanistan, Albania, Ecuador, Moldavia, Repubblica di Guinea, Perù, Romania, i quali hanno chiesto un livello maggiore di sicurezza, soprattutto nelle città, per contrastare i crescenti fenomeni di prepotenza e violenza nei loro confronti. Da loro è arrivato, inoltre, l’invito a promuovere iniziative per diffondere la conoscenza dei loro diritti; è necessario creare personale specializzato a cui rivolgersi all’arrivo in Italia, aumentare il numero di tutori e di operatori sociali, controllare e assicurare la qualità dell’assistenza nelle comunità e nei campi Rom, così come la presenza di spazi di gioco e per il tempo libero.

Comments are closed.