MINORI. Bambini lasciati a pane e acqua dalla mensa scolastica. Federconsumatori presenta esposto

Lasciati a pane e acqua perché i genitori non avevano pagano le rette della mensa scolastica. E’ successo ieri a Montecchio Maggiore, un paese in provincia di Vicenza. Mentre agli altri bambini veniva servito il menù completo della mensa, per nove bambini c’è stato soltanto del pane con dell’acqua. Una punizione perché i genitori, da un anno o più, non pagavano la retta al Comune.

Numerose le reazioni di polemica che il caso ha suscitato da parte della società civile. Oggi Federconsumatori oltre ad esprimere un duro giudizio nei confronti di chi si è reso responsabile dell’inaccettabile gesto discriminatorio ha deciso di intervenire concretamente presentando un esposto alla Procura della Repubblica perché si verifichino le responsabilità penali per questa intollerabile condotta.

"Ci auguriamo che gli autori di questo gesto, loro sì, siano messi a pane ed acqua, e faremo di tutto perché ciò avvenga – dichiara Rosario Trefiletti – e affinché provino la stessa umiliazione a cui hanno esposto dei bambini indifesi."

Dura anche la reazione dell’Associazione "G. Dossetti: i Valori – Sviluppo e Tutela dei Diritti". Secondo il Responsabile dell’Osservatorio per la Tutela e lo Sviluppo dei Diritti dell’Associazione, Corrado Stillo, "questo episodio è un’aperta violazione dei diritti dell’uomo e del fanciullo, riconosciuti dall’Onu e dalla nostra Costituzione". Stillo ha denunciato le gravi conseguenze generate dall’episodio: "la prima è una negazione delle regole essenziali della convivenza civile poiché non si scaricano sui figli le eventuali colpe dei genitori; la seconda è una violazione morale, senza appello, del principio di integrazione".

"La tanto declamata integrazione, che deve partire soprattutto nelle scuole dell’infanzia – ha commentato Stillo – è stata brutalmente violata in nome di un principio, quello economico, che è agli antipodi del concetto di tutela della dignità della persona umana". "Una società così sensibile al nutrimento degli animali domestici, ai cibi dietetici per cani e gatti, alle cliniche veterinarie ed ai centri di pronto soccorso per animali, si rifiuta di dare un piatto di minestra calda a bambini di pochi anni perché non in regola con la retta. La barbarie dell’episodio riporta al Medioevo – ha concluso Stillo – Bisogna opporsi in tutti i modi ad un simile mezzo utilizzato per governare un comune italiano: una scelta, quella dell’amministrazione di Montecchio Maggiore, non in linea con i principi di un Paese civile come l’Italia".

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