MINORI. Bullismo, la violenza più diffusa è di tipo psicologico. Indagine Cittadinanzattiva

Studenti Bulli? Non proprio, o meglio non solo. La prima indagine sui comportamenti violenti a scuola promossa da Cittadinanzattiva rileva che non sempre si tratta di bullismo ma di casi di ordinaria violenza. Eppure la maggioranza dei ragazzi vive bene nella propria scuola e vorrebbe regole chiare, condivise e rispettate. "Il quadro che emerge dall’indagine non è incoraggiante – dichiara Adriana Bizzarri, responsabile scuola di Cittadinanzattiva – Sono tanti gli episodi di violenza diffusa e sotterranea segnalati dagli studenti e colpisce anche l’uso e abuso delle tecnologie per diffonderli. Eppure i ragazzi hanno idee chiare su quello che si potrebbe fare per affrontare il fenomeno: :chiedono professori preparati e disposti al confronto e soprattutto chiedono di ripartire dal rispetto delle regole di vita comune e dalla legalità. Adesso sta a noi adulti prenderli sul serio".

L’indagine, condotta attraverso questionari rivolti a 5418 studenti e 592 insegnanti, rientra nell’ambito della campagna Impararesicuri promossa da Cittadinanzattiva per il sesto anno consecutivo, dà uno spaccato significativo su come ragazzi ed insegnanti vivono e vedono la scuola. In particolare, si fa luce su: l’immagine della scuola, le regole del vivere comune all’interno del contesto scolastico, la diffusione e la percezione della violenza, la connessione tra violenza e uso delle tecnologie (cellulare, internet), il ruolo degli adulti, le soluzioni al problema.

Dall’indagine emerge che oltre la metà degli studenti, 51%, e il 36% degli insegnanti hanno assistito ad episodi di violenza a scuola. Ben il 37% degli studenti, più di 1 su tre, dichiara di aver subito in prima persona scherzi indesiderati o atti aggressivi da parte dei compagni, di averlo subito qualche volta il 21%, spesso il 3%. Gli episodi di violenza si concentrano soprattutto nelle aule (20%), nel cortile (17%) e all’esterno della scuola (16%).

Il tipo di violenza più diffusa è di tipo psicologico ma anche l’aspetto fisico ha la sua rilevanza, soprattutto la magrezza o il sovrappeso (23%), il cattivo odore o la sporcizia (19%).

Per consultare l’indagine completa visita il sito internet di Cittadinanzattiva

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