MINORI. Bullismo, un fenomeno in ascesa. Melandri: “Lo sport, una buona alternativa”

Un fenomeno che va sempre più emergendo soprattutto nell’ambito della scuola, elementare e media, e che rivela nuove situazioni di grande disagio sociale preadolescenziale è quello del "bullismo" : il 35% degli studenti ammette che a scuola si verificano atti di prepotenza fisica (percosse, furti di cose proprie), verbale (offese, minacce) o indiretta (emarginazione, diffamazione). Questo il tema a cui è stato dedicato ampio spazio nella tavola rotonda dal titolo "Le nuove frontiere del bullismo" tenutasi oggi a Roma presso l’Aula Magna dell’I.T.I.S. Galileo Galilei in Via di Conte Verde 51 e promossa dal Consorzio Gioventù Digitale.

Poiché alla radice dei comportamenti perversi dei ragazzi sussiste, nella maggior parte dei casi, un clima familiare carente (o perché troppo permissivo o perché troppo coercitivo), sarebbe opportuno lo sviluppo di un’opera di prevenzione da parte dei tre soggetti maggiormente responsabili della costruzione della personalità dei minori : istituzioni,insegnanti e genitori. Facilitare la creazione di un tessuto sociale ricco di stimoli, proposte culturali, sportive e ricreative in cui l’adolescente sia accolto nel suo bisogno di apertura verso la realtà, dove possa sviluppare delle relazioni effettivamente strutturanti con gli adulti che diventino significative e determinanti nel processo di costruzione della propria identità, dovrebbe diventare un impegno sociale e civile per tutti.

Per Tullio De Mauro (Presidente Consorzio gioventù Digitale) "il problema già sensibile è diventato bollente. E’ necessario, innanzitutto, educare i ragazzi all’uso delle nuove tecnologia informatiche, che se male utilizzate potrebbero divenire alquanto nocive.
Molto si può fare- continua De Mauro- in termini di attenzione da parte di insegnanti e genitori sia a scuola che a casa, anche attraverso lo sviluppo di un’attività di coeducazione (non coercitiva) tra ragazzi e ragazze".

Sulla stessa linea anche Maria Coscia (Assessore alle Politiche Educative e Scolastiche, Comune di Roma)"sono i mezzi di comunicazione ad accelerare i tempi di crescita dei bambini, i quali esposti ad una forte pressione mediatica, assorbono costantemente messaggi fuorvianti.. Dovrebbe essere compito delle stesse comunicazioni veicolare messaggi costruttivi che apportino un apprendimento significativo." "E’ infine necessario- conclude l’Assessore- fare in modo che ci possa essere un lavoro coordinato tra Istituzioni,Associazioni e scuola al fine di reintrodurre quei principi e quei valori che si stanno smarrendo".

Anche per Giovanna Melandri (Ministro Politiche Giovanili e Attività Sportive)"è un tema molto serio che va affrontato con la massima attenzione. Il Governo si sta occupando del Piano d’azione sulle Politiche Giovanili al fine di favorire l’accesso dei giovani alla cultura,alla banda larga e allo sport. E’ importante sensibilizzare i ragazzi al valore della legalità e ciò può avvenire anche facendo leva sulle pratiche sportive". "Il nostro Paese- prosegue il Ministro – ha un ritardo storico -culturale nel riconoscere allo sport la sua valenza educativa,cognitiva e relazionale. Sarà nostro compito colmare tale ritardo partendo da una politica di incentivazione per tutti quegli Istituti scolastici che si dimostreranno disponibili a valorizzare il tempo pomeridiano mediante la promozione di attività sportive".

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