MINORI. Cassazione: “I bambini hanno diritto alla tutela contro foto della vita privata”

La dignità dei minori va difesa da interferenze illecite nella vita privata. Lo ha sancito la Corte di Cassazione (Sezione Terza Civile n. 19069 del 5 settembre 2006), chiamata a decidere su un caso di riprese fotografiche pubblicate su un noto settimanale. Un bambino era stato fotografato da un reporter su una spiaggia in compagnia del padre e di un’attrice televisiva in topless, durante una lotta giocosa. La Corte Suprema, accogliendo la richiesta della madre del minore, ha affermato il diritto alla tutela alla riservatezza, come previsto dalla Convenzione sui Diritti del Fanciullo sottoscritta a New York il 20.11.1989 e ratificata con legge 27.5.1991 n. 176.

Nei primi due gradi di giudizio la domanda della madre del minore, la quale aveva chiesto la condanna della casa editrice al risarcimento del danno, era stata respinta con la motivazione che le foto erano state scattate col consenso implicito del padre e che non era stata lesa la dignità del bambino. La Cassazione, pur escludendo la violazione degli artt. 10 cod. civ. e 96 e 97 della legge n. 633/41 in materia di diritto all’immagine, ha sancito che l’art.16 della Convenzione sui Diritti del Fanciullo espressamente afferma, in armonia con i principi degli articoli 2 e 31 della Costituzione, che "nessun fanciullo sarà oggetto di interferenze arbitrarie o illegali nella sua privata, nella sua famiglia, nel suo domicilio o nella sua corrispondenza, e neppure di affronti illegali al suo onore e alla sua reputazione" e che "il fanciullo ha diritto alla protezione della legge contro tali interferenze o tali affronti". L’art. 3 della stessa Convenzione sottolinea che "in tutte le decisioni relative ai fanciulli, di competenza sia delle istituzioni pubbliche o private di assistenza sociale, dei tribunali, delle autorità amministrative o degli organi legislativi, l’interesse superiore del fanciullo deve essere una considerazione preminente".

"Non vi è dubbio – ha concluso la Corte – che il diritto alla riservatezza del minore debba essere, nel bilanciamento degli opposti valori costituzionali (diritto di cronaca e diritto alla privacy), considerato assolutamente preminente, secondo le indicazioni derivanti dalle norme richiamate, laddove si riscontri che non vi sia l’utilità della notizia (quindi con l’unico limite del pubblico interesse)". La Suprema Corte non si è pronunciata sulla questione relativa alla determinazione del danno ed ha rinviato la causa, per nuovo esame, ad altra sezione della Corte di Appello di Milano.

 

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