MINORI. Cittadinanzattiva: asili nido comunali? il 23% dei bimbi non riesce ad accedervi

Asili nido comunali? Costano in media 290 euro al mese ed il 23% dei bambini non riesce ad accedervi. Da a nord a Sud poi la situazione cambia notevolmente e se per un asilo comunale della Capitale bastano 146 euro a Lecco ce ne vogliono ben 572. E’ quanto emerge dall’indagine svolta dall’Osservatorio prezzi & tariffe di Cittadinanzattiva.

"Preoccupa" secondo l’associazione l’incremento medio delle tariffe delle rette dell’asilo stimato nel +1,8% rispetto al 2006/07. Tra la top ten delle città più care troviamo al comando Lecco con 572€; seguono: Belluno con 535, Udine con 489, Bergamo con 474, Mantova con 470 e Cuneo (458) e Treviso (454). In generale, nel Nord la spesa media mensile è cresciuta del 3,5% rispetto al 2006/07, segnando un radicale distacco con il Sud ed il Centro dov’è rimasta pressoché stabile.Tra le città più economiche, oltre a Roma in testa con 146€, anche Chieti (162€), Reggio Calabria (167€), Salerno (170€), Ferrara (199€) e Caserta (205€).

Nota dolente degli asili comunali le liste d’attesa. Dall’analisi di dati in possesso al Ministero degli Interni e relativi al 2006, emerge che il numero degli asili nido comunali sia cresciuto del 3,3% rispetto al 2005: nonostante ciò, in media il 23% dei richiedenti rimane in lista d’attesa (percentuale che sale al 26% se consideriamo solo i capoluoghi di provincia). Il poco edificante record va alla Campania con il 40% di bimbi in lista di attesa, seguita da Molise (36%), Sicilia e Lazio (34% ciascuno).

Per quel che riguarda la copertura del servizio in Italia i nidi comunali sono 3.110, il 3,3% in più rispetto al 2005. Il servizio però è presente solo nel 17% dei comuni italiani; nel loro insieme il 59% è concentrato nelle regioni settentrionali, il 27% al Centro e solo il restante 14% al Sud. , la regione che emerge per il più elevato numero di nidi è la Lombardia con 617 strutture e circa 27.000 posti disponibili, seguita da Emilia Romagna (540 nidi e 23.463 posti) e Toscana (399 nidi e 14.137 posti), ultima il Molise con soli sei asili per 219 posti disponibili.

Infine, la Regione dove la spesa media mensile per nido è più economica è la Calabria, seguita da Sicilia (188€), Molise (207€), Campania (213€) e Puglia (226€). Nel lato opposto della classifica, tra le più care troviamo in testa il Trentino con 406€ seguito dalla Lombardia con 399€ e il Friuli Venezia Giulia con 391€. Il Lazio rimane invece in una posizione centrale con 264€ insieme a Marche (287€) ed Umbria (255€).

Cinque le proposte segnalate da Cittadinanzattiva:

  • 1. Un piano nazionale straordinario per dotare il Paese di nuovi asili nido comunali entro il 2010 affinché si raddoppi la copertura della domanda potenziale dall’attuale 6% al 15%, rafforzando gli incentivi fiscali ed altre misure di sostegno finanziario per i comuni, le fondazioni, le imprese disponibili ad aprire asili nido aziendali e le stesse associazioni non profit;
  • 2. Dedicare una particolare attenzione alle regioni del Sud (dove è presente solo il 14% degli asili nido comunali esistenti nel Paese), mediante appositi incentivi alle amministrazioni comunali, con una priorità da dare a Puglia, Calabria e Campania;
  • 3. Avviare forme di valutazione civica della qualità dei servizi di asili nido, mediante il coinvolgimento delle stesse amministrazioni pubbliche e delle organizzazioni di tutela dei diritti dei cittadini;
  • 4. Assicurare la massima trasparenza sul fenomeno delle liste di attesa per l’accesso agli asili nido comunali, prevedendone – ad esempio – la loro pubblicazione, con i criteri di assegnazione dei punteggi, su internet e sugli organi di comunicazione dei singoli comuni;
  • 5. Aumentare significativamente le detrazioni fiscali per le famiglie numerose e per quelle a medio-basso reddito.

"A più di trent’anni dalla legge 1044/1971 che istituì gli asili nido comunali – ha commentato il vicesegretario generale di Cittadinanzattiva, Giustino Trincia – quelli esistenti sono poco più di 3.100, a fronte dei 3.800 asili pubblici previsti già per il 1976. Inoltre, siamo ben lontani dalla copertura del servizio del 33% come auspicato a livello comunitario entro il 2010. I dati confermano come il nostro Paese continui a soffrire della mancanza di una politica basata sulla promozione di servizi sociali, con la conseguenza che il Sud continuerà a perdere colpi, il Centro-Nord a rincorrere condizioni più adeguate alle proprie esigenze, mentre migliaia di giovani famiglie saranno costrette ad arrangiarsi da sole".

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