MINORI. Cnu, è allarme per Rule of Rose. MDC Junior: “Capire la dimensione sociale del fenomeno”

Monitorare costantemente a livello istituzionale il mercato dei videogame violenti, come "Rule of rose", il nuovo gioco, in arrivo in Italia dal Giappone, che vede protagonista una bambina sepolta viva dalle sue ‘amiche’. E’ la richiesta del Consiglio nazionale degli utenti. "Immagini ad alta tensione psicologica, torture, sevizie, perfino una bambina seppellita viva. E’ il contenuto del pericoloso videogame, "Rule of Rose" – sottolinea il Cnu in una nota – che sta per arrivare dal Giappone sul mercato italiano ad allungare il già pericolosamente nutrito elenco di titoli dell’entertainment da console del filone horror".

Il Consiglio degli utenti "esprime preoccupazione per la diffusione e il consumo di videogiochi diseducativi, violenti e inadatti ai minori per i pericolosi modelli comportamentali che mettono in campo. "La violenza e la perversione" di "Rule of Rose" spingono il Cnu "ad aprire una riflessione più ampia sui videogiochi a contenuto diseducativo, chiedendo che questo grosso filone del mercato multimediale (‘Grand Theft Autò ha venduto 30 milioni di copie, per non dimenticare ‘Mafia’ e ‘Jakuza’, o ‘Canis edit canem’, cioé cane mangia cane) venga costantemente monitorato a livello istituzionale – conclude la nota – per garantire ai minori un uso sicuro dei nuovi intrattenimenti tecnologici".

Il Dipartimento Junior del Movimento Difesa Cittadino (MDC), esprime grande soddisfazione per l’impegno che il governo e le istituzioni stanno dimostrando nell’affrontare il delicato tema della tutela dei minori in relazione ai videogiochi violenti.

"Il monitoraggio costante del mercato dei videogiochi così come proposto dal Consiglio nazionale degli utenti – commenta Lucia Moreschi responsabile del Dipartimento Junior – ci sembra l’approccio più opportuno per affrontare ed analizzare il fenomeno dei game violenti. Ci auguriamo, inoltre, che su questo tema venga al più presto avviato uno studio approfondito che coinvolga esperti e addetti ai lavori: ben venga un contesto normativo che detti precise regole per la vendita di videogiochi ai minori ma, è altrettanto importante comprendere il fenomeno nella sua dimensione sociale".

Il mercato dei videogiochi consacrati alla violenza, è fiorente e in continua espansione: per arginarlo e promuovere lo sviluppo sano ed equilibrato dei nostri giovani – conclude Moreschi – è necessario dunque innescare un processo culturale in grado di coinvolgere i ragazzi ed orientarli verso un uso responsabile e proficuo delle nuove tecnologie.

 

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