MINORI. Commissione Ue lancia consultazione sui rischi derivanti dall’utilizzo dei cellulari

Quali sono i rischi potenziali legati all’utilizzo dei telefoni cellulari da parte dei minori? Se lo chiede la Commissione Europea che ha avviato una consultazione pubblica sulla tutela dei minori e l’utilizzo dei telefonini. Potranno partecipare all’iniziativa, aperta fino al 16 ottobre prossimo, tutti i soggetti interessati: dalle associazioni di genitori alle organizzazioni di consumatori, dagli operatori di reti mobili ai fornitori di servizi ai fabbricanti di telefoni e di reti e regolatori.

Negli ultimi anni il numero di bambini o di giovani che utilizzano i telefoni cellulari è aumentato e la Commissione punta lo sguardo su problemi legati ai contenuti e ai comportamenti, quali l’accesso a contenuti illegali o nocivi, il bullismo, i tentativi da parte di uno sconosciuto di "diventare amico" di un bambino al fine di incontrarlo, i rischi per la tutela della vita privata dei minori, così come il rischio di fatture telefoniche molto più elevate del previsto.

Secondo Viviane Reding, Commissaria responsabile per la società dell’informazione e dei media, "La responsabilità della tutela dei minori nel campo della telefonia mobile spetta a tutti gli attori del settore: imprese, associazioni per la tutela dell’infanzia e organismi pubblici. Migliorando l’efficacia dell’autoregolamentazione si ridurrà la necessità dell’intervento statale". A questi soggetti la consultazione chiede informazioni fattuali e i pareri sui tipi di rischi che corrono i bambini quando utilizzano i servizi di contenuti mobili, sulle soluzioni tecniche e normative esistenti e sulle azioni previste per il futuro, in particolare a livello europeo.

La consultazione s’inserisce in un processo avviato nel giugno 2005, durante una sessione plenaria del forum per un’internet più sicura che aveva attirato 200 rappresentanti di imprese e di organizzazioni per la tutela dei minori. La Commissione – si legge in una nota – auspica che un dibattito del genere a livello europeo possa portare all’istituzione di un sistema di autoregolamentazione analogo a quello che si sta mettendo a punto in alcuni Stati membri.

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