MINORI. Dispersione scolastica, nasce l’anagrafe toscana degli studenti

Come combattere l’abbandono scolastico, garantendo a tutti i cittadini il diritto all’istruzione? Per gli amministratori della regione Toscana una valida risposta pu provenire da un sistema integrato, che promuova insieme educazione, istruzione, orientamento, formazione professionale ed occupazione. Tra le varie iniziative ideate dalla regione vi la prossima costituzione (per la prima volta in Italia) dell’anagrafe degli studenti, che avr compiti di analisi del sistema scolastico locale e di osservatorio su criticità ed insuccessi. Il piano regionale stato presentato ieri presso la Commissione istruzione della Camera dei Deputati a Roma.

"Oggi la Toscana ha una media di dispersione del 17,1% – ha dichiarato l’assessore regionale all’istruzione formazione e lavoro Gianfranco Simoncini – e l’obiettivo cui puntiamo quella di portarla al 10% entro il 2010. L’altro obiettivo quello di portare la percentuale dei diplomati dall’attuale 78% all’85% indicato dalla Ue". Per raggiungere questi scopi, diverse sono le azioni studiate dalla regione: borse per sostenere la frequenza e contributi per l’acquisto del libri, creazione di percorsi triennali sperimentali di attivit integrate fra istruzione e formazione per il conseguimento della qualifica professionale o per l’apprendistato professionalizzante, destinate a studenti che decidono di non proseguire gli studi ma che non hanno compiuto ancora 18 anni.

La principale novità del Piano regionale l’anagrafe degli studenti, articolata su base provinciale. Funzioni dell’organismo, unico finora nel panorama nazionale, sono lo studio del sistema scolastico locale ed il monitoraggio delle criticità e degli abbandoni scolastici. Secondo l’assessore Simoncini, tutto questo dovrà poi collegarsi con il prblema dell’obbligo a 16 anni. "Un tema centrale – ha affermato l’assessore – che abbiamo sempre sostenuto con forza e che oggi dovrà comportare necessariamente alcune modifiche nel sistema scolastico e in particolare nei percorsi integrati".

Altra priorità della Regione l’adozione di strumenti omogenei, che consentano la certificazione dei percorsi formativi e il riconoscimento dei crediti, sia nel campo dell’istruzione formale che di quella informale. "All’interno di questo sistema flessibile – ha spiegato Simoncini – sono decisivi sia il ruolo di programmazione affidato alle Regioni dalla Costituzione, ma al quale non ancora seguito un riconoscimento in termini di risorse, sia la valorizzazione dell’autonomia scolastica e del legame con il territorio che consente di integrare, anche attraverso la cerniera dell’orientamento, l’offerta formativa e di istruzione con le esigenze del mondo del lavoro".

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