MINORI. Firenze, al via oggi la Biennalina, il salone nazionale per l’infanzia

Qualità della vita nelle città, diritto al gioco, rapporto tra ambiente costruito e salute, mobilità e stili di vita. Sono alcuni dei temi affrontati dai convegni e workshop della Biennalina, il Salone nazionale dell’infanzia al via oggi a Firenze nella Fortezza da Basso. Biennalina si pone come il primo evento nazionale in tema d’infanzia ad assolvere molteplici funzioni.

Luogo di documentazione delle eccellenze nei servizi per i più piccoli realizzate da strutture pubbliche e private nei diversi campi di attività (dall’ambiente urbano alla partecipazione, dalle opportunità culturali ed educative delle città, ai servizi, alla salute e benessere). Vetrina dei progetti più innovativi di regioni, comuni, province, associazioni impegnate per l’affermazione dei diritti dell’infanzia con insegnanti, università, fondazioni, centri di ricerca, aziende di prodotti e servizi all’infanzia. Opportunità per enti, associazioni, operatori scolastici ed esperti di settore di far conoscere le proprie esperienze all’interno di una cornice di confronto e discussione delle tematiche più urgenti e attuali.

"Rendere i servizi all’infanzia più partecipati dai diretti interessati, i bambini e le loro famiglie, vuol dire principalmente una cosa: renderli migliori. Ecco una delle più urgenti priorità che gli Enti pubblici devono perseguire". E’ quanto si legge in una nota di Daniela Lastri, Assessore alla Pubblica Amministrazione del comune di Firenze, con delega ai servizi socio-educativi per l’infanzia."Attualmente in Italia – aggiunge Lastri – si stanno sviluppando esperienze e progetti che portano le bambine e i bambini a essere protagonisti della loro città. Nascono così Le città sostenibili delle bambine e dei bambini, che si mettono in rete impegnandosi a promuovere, realizzare e diffondere progetti finalizzati alla creazione di città possibili, educative, sane e, attraverso buone prassi condivise, modificare il rapporto tra i bambini e lo spazio urbano e costruire una relazione educativa con tutti i cittadini poiché sostenibilità significa anche armonia tra individuo e spazio di riferimento".

Nel programma della Biennalina ci sono gli interventi di numerosi esperti a livello nazionale e internazionale. Giovedì 13 novembre Marie-Francoise De Tassigny, delegata per la prima infanzia della Città di Ginevra, della Rete europea delle città educative interverrà all’iniziativa "La città, autonomia e stili di vita dei bambini", promossa da Anci Toscana e Regione Toscana, in collaborazione con l’Istituto degli Innocenti. Saranno presenti anche Francesco Tonucci, ricercatore presso l’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Cnr e responsabile del progetto internazionale "La città dei bambini", Ray Lorenzo, di ABCittà Milano partner del Progetto Europeo RoSaCE (Road Safety Cities in Europe) e Valter Baruzzi, dell’associazione Camina.

Susanna Mantovani, docente di Pedagogia generale e sociale Università di Milano-Bicocca interverrà insieme a Maria Luisa Iavarone, docente di Pedagogia generale e sociale Università di Napoli "Parthenope" al convegno "L’educazione familiare in Italia" che affronta il tema dell’educazione familiare come contesto formativo a vantaggio dei genitori. Interverranno il presidente Jean Pierre Pourtois, docente presso la Facoltà di Psicopedagogia dell’Università di Mons (Belgio) e presidente dell’Aifref, Domenico Simeone, docente di Pedagogia dell’Università di Macerata e Paola Bastianoni, docente di Psicologia dinamica dell’Università di Ferrara.

Sarà dedicato ad uno scambio di esperienze tra diverse realtà regionali, italiane ed europee "Diritti dei bambini e servizi: la programmazione regionale. Regioni d’Europa a confronto" nel corso del quale Guy Desaguilier (Regione Bretagna), Domenico Cersosimo (Regione Calabria) Jaume Graells (Regione Catalogna), Nerina Dirindin (Regione Sardegna), Marya-Leena Lampinen (Regione Vastra Gotaland), Gianfranco Simoncini (Regione Toscana) si confronteranno su questo tema di particolare attualità, anche per le implicazioni educative, economiche e sociali sulla vita delle famiglie.

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