MINORI. Garante per l’infanzia, iter tortuoso

È ripreso alla Camera l’esame del disegno di legge che istituisce la figura del Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza. Proprio ieri il Governo è stato battuto, per un solo voto (250 sì contro 249 no) su un emendamento alla legge istitutiva, presentato dall’Italia dei Valori, che costituisce il Garante per l’infanzia in Autorità indipendente. La motivazione addotta dall’opposizione che ha votato il provvedimento è che stesse nascendo un organismo praticamente di facciata, senza capacità di operare, mentre si vuole istituire al contrario un organismo con indipendenza amministrativa e poteri di organizzazione. La richiesta è dunque quella di un garante che abbia anche poteri sanzionatori.

Il disegno di legge (vedi la relazione illustrativa) che istituisce il Garante fa riferimento alla Convenzione dei diritti del fanciullo, approvata a New York nel 1989, alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e alla Convenzione europea sull’esercizio dei diritti dei fanciulli fatta a Strasburgo nel 1996. Il ddl prevede che il Garante abbia compiti di proposta, consultivi, di informazione e di ascolto dei minori, che abbia il potere di segnalare situazioni di disagio o di rischio di violazioni dei diritti dei minori alla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni e prevede la messa a disposizione di un numero telefonico gratuito d’emergenza 114. In particolare, si prevede che il Garante sia "un organo monocratico a cui la nomina è affidata all’intesa dei due Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica".

Secondo quanto ricorda l’Unicef, "il primo Garante nazionale per l’infanzia della storia nasce in Svezia nel 1809 con il compito di difendere i diritti degli individui dall’abuso di potere da parte dello Stato. Successivamente altri Paesi del Nord Europa ne seguono l’esempio: la Finlandia nel 1919, la Danimarca nel 1955, la Norvegia nel 1962. Da allora la figura del Garante è stata istituita in oltre 40 paesi; in Occidente è stato istituito in circa 30 Stati (Francia, Portogallo, Polonia, Danimarca, Islanda, Lituania in veste di organo nazionale; in Belgio, Spagna e Germania quale organo regionale; in Austria in entrambe le vesti) e in America Latina".

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