MINORI. Gentiloni blocca videogioco Manhunt 2, MDC Junior soddisfatto

Dopo i divieti giunti da Gran Bretagna e Irlanda, il ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, ha deciso di bloccare la diffusione del videogioco Manhunt 2, che doveva essere diffuso in Italia a partire dal 13 luglio. Gentiloni, che ha definito violento e sadico il videoggame, basato su inseguimenti e omicidi brutali, ha chiesto alla società di distribuzione Take Two di annullare la data prevista per il lancio in Italia e contestualmente ha chiesto all’ISFE, l’organismo associativo europeo che riunisce i produttori di videogiochi, di affrontare il tema a livello europeo. Il problema, dunque, sarò affrontato a Bruxelles il prossimo 26 giugno con la partecipazione di Vivianne Reding, Commissaria europea per l’informazione e le tecnologie.

Lucia Moreschi, responsabile di MDC Junior, che da tempo ha attivato un Osservatorio permanente dedicato al monitoraggio dei rapporti dei minori con le nuove tecnologie e i mass-media, ha accolto con soddisfazione la notizia del blocco alla vendita. "Appare chiara la volontà da parte del Ministro Gentiloni, di affrontare il problema alla fonte, cioè nell’ambito della Comunità UE: certo, un primo passo sarà il confronto con L’ISFE, l’organismo associativo europeo che riunisce i produttori di videogiochi , nella Conferenza prevista a Bruxelles il 26 giugno, a cui parteciperà, fatto per noi molto importante, anche Vivianne Reding, della Commissione europea per l’informazione e le tecnologie."

"Sappiamo bene – continua Lucia Moreschi – che Manhunt 2, come altri vidoeogiochi da noi segnalati, (vedi campagna contro Rule of Rose del novembre 2006 di MDC Junior), siano destinati a un pubblico adulto, ma, sappiamo altrettanto bene come i nostri figli adolescenti maneggino, con estrema disinvoltura, tutte le nuove tecnologie multimediali e i prodotti ad esse connesse, basti pensare al successo di YOU TUBE, MP3 e telefonini tra gli adolescenti, eppure, se i dati ci confermano che in Italia quasi il 100% dei bambini/ragazzi italiani tra i 4 e i 17 anni utilizza i videogiochi, l’accesso naturalmente libero alle nuove tecnologie deve portare tutti, famiglie ed istituzioni comprese, ad una riflessione sui contenuti inseriti nel sistema di comunicazione multimediale globale".

Quindi, se da un lato l’associazione considera importante garantire lo sviluppo della tecnologie e delle loro potenzialità, dall’altro pone la riflessione sulla qualità di comunicazione e di contenuti trasmessa dai prodotti multimediali, che deve essere al centro delle politiche europee.

"E’ necessario tutelare i minori da eventuali possibili rischi che derivano da un uso non protetto e inconsapevole della multimedialità ed è necessario informare anche le famiglie, che in molti casi non ne conoscono né le potenzialità né i rischi, sui continui ammiccamenti del mondo virtuale proposto dal web e da videogiochi, e – conclude la Responsabile di MDC Junior – in questo senso ci sembra molto appropriata la campagna di sensibilizzazione del Ministero della Comunicazione dedicata a Minori e nuove tecnologie, ma che anche ai genitori".

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