MINORI. “Giù le Mani dai Bambini” annuncia ricorso al TAR del Lazio per bloccare psicofarmaci

Un ricorso con procedura d’urgenza al TAR del Lazio per chiedere il blocco urgente della commercializzazione degli psicofarmaci Ritalin e Strattera. Il provvedimento sarà presentato sabato mattina a Firenze da "Giù le Mani dai Bambini", comitato italiano per la farmacovigilanza in età pediatrica. È la prima volta che una onlus italiana si oppone a una delibera di introduzione in commercio di uno psicofarmaco.

"Giù le Mani dai Bambini" – annuncia in un comunicato – muove contro il Ministero della Salute e l’Agenzia Italiana del Farmaco. Ieri è stato depositato un ricorso con procedura d’urgenza al TAR del Lazio chiedendo un provvedimento d’immediata sospensione della distribuzione in commercio di Ritalin (metilfenidato, prodotto da Novartis) e Strattera (atomoxetina, prodotto da Eli Lilly). "Non temiamo questo confronto, perché ricorrendo al TAR ci schieriamo a favore degli interessi dei bambini italiani – ha dichiarato Luca Poma, portavoce nazionale di "Giù le Mani dai Bambini" – mentre l’AIFA continua con quest’approccio lacunoso e scientificamente discutibile a fare di fatto gli interessi delle case farmaceutiche, le quali trarranno grande beneficio dall’introduzione in commercio anche in Italia di questi potenti psicofarmaci. Il nostro desiderio non è che queste molecole non siano disponibili bensì che i protocolli che ne regolano la somministrazione siano davvero sicuri ed a prova di abuso: così non è, ed all’AIFA lo sanno bene, ma continuano a fare orecchie da mercante".

Secondo gli esperti la distribuzione degli psicofarmaci ai bambini, così come prevista, è lesiva degli interessi e della salute dei bambini. Per il prof. Claudio Ajmone, dell’Osservatorio Italiano per la Salute Mentale, "queste molecole, per come verranno somministrate, sono pericolose per la salute dei bambini: sopprimono un sintomo, ma a fronte di rischi gravissimi". Secondo Emilia Costa (1^ Cattedra di Psichiatria dell’Università di Roma "La Sapienza"), "le procedure di diagnosi per come vengono proposte sono del tutto carenti, ed inoltre il dibattito in seno alla comunità scientifica sull’origine e sull’esistenza di queste sindromi è ancora aperto, e l’approccio è estremamente prudente: non si comprende come i funzionari del Ministero possano sostituirsi a buona parte della classe medica decidendo loro cosa è opportuno e cosa no per la salute dei bambini". Per lo psicoterapeuta dell’età evolutiva Federico Bianchi di Castelbianco, i protocolli disposti "nella migliore delle ipotesi andranno a sedare dei sintomi di bambini con disagi del comportamento, non risolvendo però alcun problema vero, e nella peggiore delle ipotesi interverranno su bambini sani che non hanno alcun bisogno di queste terapie, con esiti ovviamente disastrosi".

Il Movimento Consumatori esprime perplessità sul ricorso, perché ritiene che questa azione rischi di penalizzare il trattamento di bambini e di famiglie che hanno veramente necessità del farmaco. "Abbiamo timore – ha affermato Rossella Miracapillo, responsabile dell’Osservatorio Farmaci & Salute – che si faccia confusione tra bambini con disagio psicologico e bambini affetti da malattie con diagnosi circostanziata". "Siamo d’accordo che per il trattamento di bambini vivaci il metilfenidato non solo è inappropriato, ma va espressamente vietato, – continua la Miracapillo – ma per i bambini davvero ammalati il ricorso potrebbe sottrarre il beneficio della terapia".

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