MINORI. Giù le Mani dai Bambini lancia “Scuola Protetta” contro psicofarmaci facili

"Scuola Protetta" contro la "pasticca facile", il tentativo di medicalizzazione del disagio minorile e la promozione dell’uso degli psicofarmaci sui bambini irrequieti o distratti: è il progetto nazionale lanciato a Bologna dal comitato Giù le Mani dai Bambini insieme alle associazioni genitoriali italiane (CGD, AGE ed Agesc), a CISL Scuola e CGIL Formazione. Il progetto prevede un sito internet accessibile a tutti, la possibilità di partecipare a un corso di e-Learning e di scaricare gratuitamente il "Kit Scuola Protetta" con un insieme di documenti informativi in linguaggio divulgativo. Lo ha reso noto il comunicato in una nota stampa.

Quali dunque le caratteristiche del progetto? Ci sarà il sito www.scuolaprotetta.it e l’utente potrà segnalare in caso di dubbio, compilando un modulo on-line, "le eventuali proposte di formazione presentate da chiunque nella scuola o per la scuola, e ricevere un assistenza qualificata al fine di comprendere nel dettaglio la serietà e tipologia di offerta formativa proposta e la congruenza della stessa con i requisiti minimi di serietà e competenza". Si potrà scaricare gratuitamente il "Kit Scuola Protetta" che consiste in brevi documenti informativi in linguaggio divulgativo che potranno essere distribuiti ai docenti e dirigenti della scuola. Genitori e insegnanti potranno partecipare al corso di e-Learning "e-Campus Scuola Protetta". E in caso di rispondenza della scuola alle linee guida elaborate, la scuola stessa riceverà una sorta di "certificazione di qualità" con la dicitura: "Qui non medicalizziamo il disagio dei nostri alunni". Si potrà inoltre esaminare eventuali "buone pratiche" adottate da altre scuole.

"A Bologna – ma anche in altri capoluoghi italiani, com’è recentemente emerso – sedicenti esperti non iscritti ad alcun Albo professionale – denuncia il Comitato Giù le Mani dai Bambini in una nota stampa – organizzano interventi nelle scuole per illustrare a genitori ed insegnanti l’opportunità di somministrare psicofarmaci e derivati dell’anfetamina a bambini con problemi di comportamento, e – pur non essendo medici – minimizzano gli effetti collaterali di questi prodotti, definiti a più riprese "stracollaudati e sicuri", dirottando inoltre le famiglie dalle ASL più prudenti nella somministrazione di psicofarmaci ai bambini verso altre strutture sanitarie dalla "ricetta facile", dov’è possibile reperire "con più facilità e senza tante storie" gli psicofarmaci per bimbi. Su queste circostanze, la Procura della Repubblica ha pochi giorni fa aperto un’inchiesta, delegando i NAS alle più opportune verifiche per l’identificazione delle eventuali responsabilità penali".

"Gli obiettivi del progetto – ha dichiarato il Portavoce di Giù le Mani dai Bambini Luca Poma – sono evitare ingerenze nella scuola da parte di "sedicenti esperti" in grado di condizionare i processi di gestione dell’eventuale disagio scolastico degli alunni, trasformando la scuola nell’ ‘anticamera dell’ASL’, e sollecitare il corpo insegnante a non vedere l’eventuale "diversità comportamentale" dei bambini e degli adolescenti solo come un problema, bensì anche come una risorsa. La pubblicazione sul sito Scuola Protetta delle buone prassi – innanzitutto pedagogiche – che le scuole italiane adottano per la presa in carico di questi bambini garantirà inoltre la messa in comune degli strumenti più efficaci. Il progetto ha anche lo scopo di sollecitare insegnanti e genitori a ritrovare il rapporto virtuoso scuola/famiglia, troppo spesso compromesso".

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