MINORI. Giornata infanzia: in Italia rischio povertà e razzismo

Non è rosea la condizione dei minori in Italia. Tecnologici, sempre più interconnessi, in rete e al cellulare, i bambini sono anche le prime vittime della crisi economica, che in assenza di misure specifiche di tutela rischia appunto di pesare soprattutto su minori e adolescenti. Secondo i dati resi noti nei giorni scorsi da Save the Children in occasione della Giornata dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del 20 novembre, in Italia il 24,4% dei minori è a rischio povertà. E sono 1.876.000 i bambini e ragazzi in povertà relativa, cioè che vivono in famiglie che hanno una capacità di spesa per consumi sotto la media.

Sono inoltre 653 mila i bambini e ragazzi in povertà assoluta (privi dei beni essenziali per il conseguimento di uno standard di vita minimamente accettabile). La povertà dei minori si concentra soprattutto nel Mezzogiorno, che continua a registrare indici negativi: la Sicilia, ad esempio, ha la quota più elevata di minori poveri (il 44,2% dei minori), seguita dalla Campania (31,9%) e Basilicata (31,1%) mentre la Lombardia (7,3%), Emilia Romagna (7,5%) e Veneto (8,6%) sono le regioni con la percentuale inferiore di minori in povertà relativa. C’è inoltre un 18,6% di minori italiani che versa in condizioni di deprivazione materiale: ad esempio, nel Nord Est il 7% delle famiglie con minori dichiara di aver difficoltà a fare un pasto adeguato almeno ogni 2 giorni e al Sud il 14,7% di famiglie con minori non ha avuto soldi per cure mediche almeno una volta negli ultimi 12 mesi.

Il quadro si fa più sconfortante se si considera che la crisi economica ha un impatto maggiore sulle famiglie con bambini e che risorse e servizi per l’infanzia continuano a scontare tagli e differenze territoriali. Ha detto Valerio Neri, Direttore Generale Save the Children Italia: "L’Italia della spesa e dei servizi per l’infanzia colpisce per le differenze fra regione e regione e anche i tanti sprechi e inefficienze. Un dato per tutti è quello dei fondi europei che rischiamo di rimandare indietro a Bruxelles. Con un calcolo un po’ grossolano, abbiamo stimato che basterebbe il 7% dei 29 miliardi di euro ancora non impegnati per creare 100.000 nuovi posti in asilo nido o strutture educative per l’infanzia nel Sud".

C’è poi il tema dei minori di origine straniera. In occasione della Giornata per l’Infanzia, il Comitato italiano per l’Unicef (insieme a Lorien Consulting ) ha realizzato un’indagine sulla percezione della diffusione del razzismo fra gli adolescenti italiani e di origine straniera: dalla ricerca emerge che i giovani continuano a scontrarsi con questo fenomeno, ancora diffuso. Attraverso il web, sono stati raggiunti 400 adolescenti italiani e 118 adolescenti di origine straniera. Il campione degli adolescenti di origine straniera si divide a metà tra chi ha assistito a fenomeni di razzismo (54,1%) e chi no (44,4%); ma esiste un consistente 22.2% che ha subito in prima persona manifestazioni di razzismo. Il razzismo è dunque un problema ancora fin troppo attuale: gli episodi ad esso legato sono infatti accaduti soprattutto recentemente (53,8% nell’ultimo anno) e a scuola. Questa rappresenta il primo luogo dove i ragazzi assistono ad episodi di razzismo, laddove non li subiscono in prima persona.

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