MINORI. In Italia i bambini muoiono principalmente in incidenti stradali. Rapporto OMS

Ogni giorno oltre 2mila bambini muoiono a causa di incidenti accidentali, cioè prevedibili, e sono decine di milioni quelli che finiscono in ospedale e spesso rimangono disabili a vita. Le 5 cause principali di morte e disabilità per infortunio che colpiscono i bambini di tutto il mondo sono: incidenti stradali, annegamenti, avvelenamenti, ustioni e cadute.

L’Italia è tra i paesi più sicuri d’Europa per i bambini rispetto ad annegamenti, avvelenamenti ed ustioni; oltre l’80% delle morti per infortunio di bambini ed adolescenti è dovuta ad incidenti stradali. I giovani e giovanissimi muoiono soprattutto come passeggeri di autoveicoli e conducenti di motocicli.

E’ quanto emerge dal primo Rapporto europeo dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) sulla prevenzione degli infortuni nei bambini, che fa parte di un Rapporto Mondiale, presentato oggi a Hanoi (Vietnam) in collaborazione con l’Unicef.

Secondo l’OMS, se si adottassero misure efficaci di prevenzione, in tutto il mondo, si potrebbero salvare ogni giorno almeno 1.000 giovani vite.

"Gli infortuni nei bambini costituiscono un problema serio di sanità pubblica. Oltre agli 830.000 che muoiono ogni anno, milioni di altri bambini sono vittima di infortuni che spesso richiedono lunghi tempi di ricovero e riabilitazione" afferma Margaret Chan, Direttore generale dell’OMS. "Il costo di queste cure – aggiunge Chan – può impoverire un’intera famiglia. I bambini delle famiglie e delle comunità più povere rischiano di più in quanto più difficilmente beneficiano di programmi di prevenzione e di servizi sanitari di qualità".

I rapporti rivelano che gli infortuni sono la prima causa di morte dei bambini oltre i 9 anni e che il 95% delle vittime si trova nei paesi a basso e medio reddito.

In particolare gli incidenti stradali rappresentano la prima causa di morte e infermità (danni cerebrali e ossei) in bambini ed adolescenti: ogni anno uccidono 260.000 bambini nel mondo e 16.400 in Europa.

Gli incidenti da annegamento uccidono ogni anno oltre 175.000 bambini nel mondo e 5.000 in Europa. Le ustioni uccidono ogni anno quasi 96.000 bambini nel mondo e 1.700 in Europa; il tasso di mortalità è di circa 11 volte maggiore nei paesi più poveri e questa differenza arriva a 85 volte in Europa.

Le cadute sono causa ogni anno della morte di quasi 47.000 bambini nel mondo e 1.500 in Europa. Centinaia di migliaia di bambini subiscono le conseguenze di cadute non mortali. Ogni anno muoiono per avvelenamento oltre 45.000 bambini nel mondo e 3.000 in Europa. La casa è il luogo in cui gli avvelenamenti incidentali dei bambini avvengono più comunemente.

In Italia la media annuale è di 800 morti di bambini e adolescenti fino a 19 anni. Nella classifica dei 53 paesi della regione europea (dall’Islanda ai confini con la Cina) il nostro Paese è tra i migliori rispetto a 3 cause di morte su 5.

Cioè l’Italia è tra i paesi più sicuri d’Europa per i bambini rispetto ad annegamenti, avvelenamenti ed ustioni:

  • la seconda più sicura per gli annegamenti (dopo il Regno Unito). Questo dato è ancor più significativo se si tiene conto che in Italia, grazie all’estensione delle coste, alla presenza di molti laghi e corsi d’acqua balenabili ed alle condizioni climatiche favorevoli, le attività ricreative legate all’acqua sono molto al di sopra della media europea, particolarmente dei paesi del nord Europa;
  • la seconda più sicura per gli avvelenamenti (dopo la Danimarca);
  • la terza più sicura per le ustioni (dopo Svizzera e Croazia).

Per quanto riguarda le cadute, l’Italia si posiziona sedicesima nella classifica della sicurezza (tra le prime Svezia, Olanda e Regno Unito). Rispetto agli incidenti stradali in generale, l’Italia si posiziona al decimo posto nella classifica Ue, ma dall’ultimo rapporto ACI-Istat (di novembre 2008) emerge una diminuzione del 27,3% nel numero totale di morti da incidenti stradali (da 7.061 a 5.131) per il periodo 2000-2007. La stessa tendenza in calo si osserva nei decessi dei giovani da 0 a 20 anni, che nel 2007 sono stati 592.

In rapporto alla popolazione l’Italia, con 87 morti per incidente stradale ogni milione di abitanti, si colloca in linea con la media europea (86). Il Rapporto OMS stima che se l’Italia avesse lo stesso tasso di mortalità dei paesi con la migliore performance, queste morti potrebbero essere dimezzate. Gli efficaci programmi di prevenzione che hanno determinato i risultati positivi dell’Italia rispetto alle altre cause di morte per infortunio (annegamenti, avvelenamenti ed ustioni) dovrebbero essere messi a punto anche nel campo degli incidenti stradali.

Secondo le stime dell’Istat, gli altissimi costi sociali associati alle morti, infermità e danni materiali causati dagli incidenti stradali equivalgono al 2% del Prodotto Interno Lordo (PIL). Controllo della velocità e del consumo di alcool e droghe, utilizzo dei dispositivi di sicurezza, quali cinture di sicurezza, seggiolini per bambini e caschi, e migliori infrastrutture per separare autoveicoli da pedoni e ciclisti sono misure di comprovata efficacia che dovrebbero essere maggiormente attuate all’interno di un approccio sistematico alla prevenzione degli incidenti stradali.

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