MINORI. In aumento gli abusi, perché?

Non si parla mai abbastanza dei diritti dei bambini e dei ragazzi. E non si parla abbastanza dei diritti violati, degli abusi a danno dei minori. Pedopornografia via internet, prostituzione forzata, violenze sessuali e mutilazioni genitali sono fenomeni in drammatico aumento. Non si può inoltre sottovalutare il fatto che in Europa ci sono 17 milioni di bambini in stato di povertà ( in Italia con situazioni differenziate a livello territoriale : si passa dal 4,7% al Nord, al 7,3% al Centro, al 25% nel Mezzogiorno). Perché aumentano gli abusi a danno dei minori? La risposta in una tavola rotonda organizzata oggi a Roma dall’eurodeputato Roberta Angelilli.

I bambini, per poter sviluppare al meglio il loro potenziale, hanno bisogno di rispetto e comprensione. Gli adulti devono garantire l’affermazione positiva dei diritti dei minori e la partecipazione alle scelte che li riguardano. A tal fine nel luglio del 2006, il commissario Frattini ha presentato la comunicazione della Commissione Europea dal titolo "Verso una strategia Europea sui diritti dei minori" che ha dato concreta attuazione a queste risoluzioni, proponendo tra le altre cose : – un numero unico per le chiamate urgenti in caso di sparizione e sfruttamento sessuale dei bambini in Europa; – un Forum europeo dei diritti dell’infanzia; -un Coordinatore europeo per i diritti dei minori; – l’istituzione di un Casellario europeo contro la pedopornogarfia.

Per Ines Biemmi, Save the Children, " la consultazione di minori sulla Comunicazione che stiamo svolgendo, in Italia e in Europa, si sviluppa nella somministrazione di un questionario cha lo scopo di chiedere agli stessi titolari dei diritti quali possano essere gli strumenti migliori per implementare e migliorare una strategia di tutela più incisiva ed efficace. Una consultazione si fa sempre nel superiore interesse del minore, per cui è necessaria estrema trasparenza nell’attuazione di tale processo in modo tale da permettere, agli stessi, di partecipare ed esprimersi su questioni che li interessano direttamente".

Secondo l’On. Maria Grazia Siliquini "negli anni 90′ avevamo un’impostazione legislativa scadente ed insufficiente. Abbiamo il dovere di reprimere e sanzionare le mutilazioni genitali che non sono solo una violenza fisica, bensì una vera e propria sevizia psicologica. Sono almeno 40 i Paesi in cui si verifica e ogni anno 2 milioni di bambine vanno ad aggiungersi al già alto numero di vittime. L’importanza della legge sulle mutilazioni, presentata nel 1999 e completata nel 2006, non ha solo carattere repressivo, ma è costituita anche da una parte propositiva che prevede tutta una serie di previsioni costruttive al fine di apportare un avanzamento culturale con il coinvolgimento di istituzioni, scuola,volontariato e tutti gli altri soggetti disponibili e sensibili alla questione. È inoltre fondamentale affiancare all’assetto legislativo anche un’adeguata quanto efficace prassi amministrativa".

Per Ernesto Caffo, Presidente Telefono Azzurro,"la comunicazione sull’infanzia ha avuto una nascita veloce e non sempre condivisa. Telefono Azzurro da 15 anni lavora per sviluppare adeguate politiche europee per l’infanzia. Il commissario Frattini ha dato un grande contributo per la realizzazione di questo processo che però deve essere sostenuto e portato avanti da tutti i Governi. Sfruttamento lavorativo e sessuale, povertà, pedopornografia, sono tutti temi ai quali si deve prestare grande attenzione e massima serietà. Per questo abbiamo istituito due numeri "unici": 116000 per minori scomparsi e 116111 per minori implicati in situazioni di grave disagio".

Per Maria Rita Parsi, Fondazione Movimento Bambino, "è necessario un forte richiamo al valore della famiglia, ossia il contesto principale in cui il bambino cresce a forma la sua personalità. È fondamentale sviluppare una politica culturale, formativa e comunicativa per la tutela dei minori. Istituzioni, famiglia e scuola devono essere informati e sensibilizzati adeguatamente al tema. Questa è una battaglia culturale e in questo senso il nostro Paese è alquanto scadente. Pensare in misura di bambino significa pensare al benessere del minore in tutti gli ambiti : giuridico, economico, politico e sociale.

Conclude la Sen. Laura Allegrini " è una comunicazione asettica, troppo vaga e poco incisiva. La mancanza del riferimento alla famiglia da una visione dal bambino come soggetto completamente avulso dal contesto. L’assetto legislativo non manca, il problema è che non viene rispettato. È quindi necessario portare avanti politiche di sensibilizzazione, prevenzione ma anche di recupero nel caso di bambini vittime di violenze fisiche e psicologiche. Da non sottovalutare, infine, anche l’azione controproducente dei mass-media : i modelli proposti, le scene mostrate, i messaggi trasmessi spesso svolgono una funzione devastante per lo sviluppo psico-fisico dei minori".

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